Il Cancelliere tedesco Scholz: 'Trump attacca l'ordine commerciale globale'

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che la decisione del Presidente statunitense Trump sui dazi doganali è fondamentalmente sbagliata e che l'economia globale ne risentirà negativamente.

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Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di attaccare l'ordine commerciale globale, sottolineando che la decisione di Trump sui dazi doganali è fondamentalmente errata e che l'economia globale ne subirà le conseguenze.

Scholz ha valutato l'imposizione di dazi su 185 partner commerciali del Paese, in linea con il decreto firmato dal Presidente Trump, durante una conferenza stampa presso la Cancelleria dopo il suo incontro con il Re di Giordania Abdullah II, in visita in Germania.

Definendo i dazi doganali globali annunciati da Trump un grave errore economico, Scholz ha affermato che la decisione tariffaria di Trump è fondamentalmente sbagliata e che l'economia globale ne sarà influenzata negativamente.

'L'ECONOMIA GLOBALE NE RISENTIRÀ'

Accusando Donald Trump di attaccare l'ordine commerciale, Scholz ha dichiarato: "Questo è un attacco all'ordine commerciale che crea prosperità in tutto il mondo e che è essenzialmente il risultato degli sforzi americani. Di conseguenza, l'intera economia globale ne risentirà".

Sottolineando che l'Unione Europea (UE), con i suoi 450 milioni di consumatori, possiede il mercato unico più potente del mondo, Scholz ha aggiunto: "Questo ci dà la forza di negoziare con il governo degli Stati Uniti per prevenire una guerra commerciale".

Olaf Scholz ha affermato che l'Europa continuerà a difendere il libero scambio, dichiarando: "Siamo impegnati alla cooperazione, non al conflitto. Difenderemo gli interessi dell'Europa. L'Europa risponderà alla decisione degli Stati Uniti in modo unito, forte e appropriato".

TIMORI DI UNA GUERRA COMMERCIALE SU LARGA SCALA

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il 2 aprile 2025 il decreto che introduce dazi doganali su tutti i prodotti importati negli Stati Uniti.

Nell'ambito del decreto firmato da Trump, è prevista l'imposizione di tariffe su molti partner commerciali degli Stati Uniti. Le aliquote tariffarie variano tra il 10 e il 50 percento.

In questo contesto, è prevista l'applicazione di dazi del 20 percento per l'Unione Europea, del 34 percento per la Cina, del 46 percento per il Vietnam, del 32 percento per Taiwan, del 24 percento per il Giappone, del 26 percento per l'India, del 25 percento per la Corea del Sud, del 36 percento per la Thailandia, del 31 percento per la Svizzera, del 32 percento per l'Indonesia, del 24 percento per la Malesia, del 49 percento per la Cambogia, del 30 percento per il Sudafrica, del 37 percento per il Bangladesh e del 17 percento per Israele.

Per alcuni Paesi, tra cui Turchia, Regno Unito, Brasile, Australia, Emirati Arabi Uniti, Nuova Zelanda, Egitto e Arabia Saudita, è prevista l'applicazione di un dazio doganale del 10 percento.

D'altra parte, Trump ha anche dettagliato i dazi del 25 percento sulle automobili, precedentemente annunciati, che dovrebbero entrare in vigore il 4 aprile.

Queste tariffe influenzeranno anche altri componenti come camioncini, motori, batterie al litio, pneumatici e ammortizzatori.

Questa situazione, che potrebbe portare a un rallentamento economico globale, ha aumentato i timori che possa scoppiare una guerra commerciale su larga scala.

Molti partner commerciali, inclusa l'UE, hanno già annunciato contromisure.

Con i dazi doganali, Trump mira a combattere il persistente deficit commerciale degli Stati Uniti e a generare entrate.

Gli economisti hanno avvertito che i dazi doganali potrebbero rallentare l'economia globale, aumentare il rischio di recessione e far lievitare il costo della vita per una famiglia media statunitense di migliaia di dollari.

Si afferma che l'ultima decisione di Trump sui dazi commerciali potrebbe ridurre ulteriormente la forza dell'economia mondiale, che si è appena ripresa dall'aumento dei tassi di inflazione post-Covid-19, è schiacciata da un carico di debito record ed è sotto pressione a causa delle tensioni geopolitiche.