I familiari degli ostaggi israeliani hanno manifestato a Tel Aviv

I familiari degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza hanno manifestato a Tel Aviv per protestare contro il rifiuto del governo di Benjamin Netanyahu di accettare un accordo per il cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri a Gaza.

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Centinaia di persone si sono radunate in Begin Street, davanti al complesso del Ministero della Difesa, organizzando la prima manifestazione per la firma di un accordo di scambio dopo il licenziamento dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, il quale aveva dichiarato di avere divergenze con il primo ministro Netanyahu riguardo al ritorno degli ostaggi.

I manifestanti, con in mano le bandiere israeliane, hanno esposto striscioni, cartelli e manifesti contro il primo ministro Netanyahu e i politici del suo governo.

I manifestanti, che hanno suonato tamburi e fischietti chiedendo l'immediato ritorno degli ostaggi israeliani, hanno appeso un enorme striscione di stoffa sul cavalcavia di Begin Street con la scritta: "Perché sono ancora a Gaza? 400 giorni".

NETANYAHU NON VUOLE L'ACCORDO

Il primo ministro israeliano Netanyahu è accusato, sia dall'opinione pubblica israeliana che da quella internazionale, di non voler concludere un accordo di scambio di prigionieri con Hamas per ragioni politiche.

Si ritiene che il tentativo di Benjamin Netanyahu di aggiungere clausole supplementari alla bozza di accordo proposta e, in particolare, la sua insistenza nel mantenere il controllo sul Corridoio Filadelfia, la linea di confine tra Egitto e Gaza, abbiano causato il fallimento dei negoziati.