Giorno critico in Corea del Sud: voto di impeachment per il presidente Yoon

Oggi si terrà il voto sul presidente Yoon Suk Yeol, che l'opposizione vuole destituire a causa della dichiarazione della legge marziale. Per l'approvazione della mozione sarà necessario il sostegno del partito di governo. Il risultato in Parlamento determinerà il futuro politico del Paese.

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In Corea del Sud, oggi sarà votata in Parlamento la mozione presentata dai partiti di opposizione per destituire il presidente Yoon Suk Yeol, a seguito dell'inaspettata dichiarazione della legge marziale avvenuta nella notte del 3 dicembre.

Secondo quanto riportato dall'agenzia sudcoreana Yonhap, la sessione dell'Assemblea Nazionale in cui verrà discussa la mozione inizierà alle 17:00 ora locale (le 11:00 in Italia).

Il principale partito di opposizione, il Partito Democratico (DP), insieme a 5 partiti minori, ha presentato la mozione per la destituzione del presidente sostenendo che la dichiarazione della legge marziale di Yoon sia contraria alla Costituzione e alle leggi vigenti.

I VOTI DELL'OPPOSIZIONE NON SONO SUFFICIENTI

Per l'approvazione della mozione è necessario il voto favorevole di 200 deputati, pari ai due terzi del numero totale dei membri del Parlamento. Il blocco dell'opposizione, che detiene 192 dei 300 seggi dell'Assemblea Nazionale, ha bisogno del sostegno di almeno 8 deputati del Partito del Potere Popolare (PPP), attualmente al governo, per raggiungere la maggioranza qualificata.

Non è ancora chiaro se l'opposizione riuscirà a far passare la mozione in Parlamento, dato che l'incertezza sul sostegno del partito di governo rimane alta.

Yoon, apparso oggi in pubblico per la prima volta dopo la revoca della legge marziale avvenuta in breve tempo grazie al voto del Parlamento, ha chiesto scusa al popolo sudcoreano durante un discorso televisivo, dichiarando di aver lasciato al partito di governo la decisione sul proprio destino in vista del voto di impeachment.

INCERTEZZA SULLA POSIZIONE DEL PARTITO DI GOVERNO

Resta incerta la posizione che assumerà il PPP, il partito di cui Yoon fa parte e che lo ha candidato alla presidenza.

Il leader del partito, Han Dong-hoon, in una dichiarazione rilasciata dopo il discorso di scuse di Yoon, ha valutato che "il Presidente non è più in grado di svolgere efficacemente i suoi doveri e che le sue dimissioni sono ormai inevitabili".

Ieri Han aveva inoltre affermato che, durante la dichiarazione della legge marziale, era emerso che Yoon avesse ordinato l'arresto di figure politiche di spicco, sostenendo che i suoi poteri dovessero essere sospesi per evitare che intraprendesse nuovamente azioni così "radicali".

Gli osservatori politici interpretano le parole di Han, che non parteciperà al voto di impeachment in quanto non è un deputato, come un segnale di sostegno alla mozione dell'opposizione.

D'altra parte, il gruppo parlamentare del PPP continua a mantenere una linea contraria, opponendosi al processo di impeachment votando contro la mozione.

Finora, un solo deputato del partito di governo, Cho Kyoung-tae, membro del PPP al suo sesto mandato, ha annunciato che sosterrà la mozione dell'opposizione.

LA DICHIARAZIONE DELLA LEGGE MARZIALE IN COREA DEL SUD

Il presidente Yoon Suk Yeol aveva dichiarato la legge marziale la notte del 3 dicembre in un discorso televisivo, motivandola con il "coinvolgimento dell'opposizione in attività anti-statali", ma aveva fatto marcia indietro dopo che il Parlamento aveva votato per revocare la decisione, seguita poi dall'approvazione del Consiglio dei Ministri.

Yoon aveva accusato l'opposizione di "impedire al governo di svolgere le proprie funzioni", sostenendo che la legge marziale avesse lo scopo di "eliminare le forze filo-nordcoreane e proteggere l'ordine costituzionale basato sulla libertà".

Dopo la dichiarazione della legge marziale, il Ministero della Difesa aveva ordinato ai comandanti militari di riunirsi e di restare in stato di allerta. D'altra parte, era stato riferito che soldati designati come "truppe della legge marziale" erano entrati nell'Assemblea Nazionale.

Nella sessione d'emergenza tenutasi all'Assemblea Nazionale, la mozione per la revoca della legge marziale era stata approvata con il voto di 190 deputati. L'Ufficio della Presidenza dell'Assemblea Nazionale aveva dichiarato che la legge marziale era diventata "nulla" dopo il voto.

In seguito, Yoon aveva convocato il Consiglio dei Ministri e, dopo l'approvazione del gabinetto, aveva annunciato la fine della legge marziale.

Il 5 dicembre, Yoon ha accettato le dimissioni del Ministro della Difesa Kim Yong-hyun, che gli aveva suggerito di dichiarare la legge marziale.