Freno giudiziario alla decisione di Trump che riguarda 75 Paesi

Un tribunale federale di New York ha dichiarato illegittima la politica di sospensione dei visti per 75 Paesi, tra cui Afghanistan, Iran, Russia e Somalia.

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Un tribunale federale nello Stato di New York, negli Stati Uniti, ha annullato la politica dell'amministrazione del Presidente Donald Trump che sospendeva le procedure per i visti di immigrazione ai cittadini di 75 Paesi.

Il giudice distrettuale statunitense Jeannette Vargas ha stabilito che la pratica, che prevedeva il blocco delle domande provenienti da Paesi tra cui Afghanistan, Iran, Russia e Somalia, è "contraria alla legge". Nella sentenza si afferma che la politica del Segretario di Stato Marco Rubio, che imponeva il rifiuto del visto ai richiedenti idonei, non ha basi legali e supera i limiti dell'autorità.

Vargas, sottolineando che tale politica viola l'Immigration and Nationality Act (Legge sull'immigrazione e la cittadinanza), ha ricordato che il potere di valutazione delle domande di visto è stato conferito dal Congresso ai funzionari consolari. Nella decisione è stato espresso che tali funzionari hanno la discrezionalità di valutare l'idoneità dei richiedenti in base ai criteri specifici previsti dalla legge.

Il giudice Vargas ha dichiarato: "Questa politica, che vieta categoricamente il rilascio di visti di immigrazione in base alla nazionalità del richiedente, rappresenta una violazione diretta di questa normativa legale".

Il Dipartimento di Stato americano aveva dato istruzioni ai consolati di sospendere le domande di visto di immigrazione provenienti da 75 Paesi, nell'ambito di un ordine più ampio entrato in vigore a novembre che inaspriva le regole per i potenziali immigrati che potrebbero rappresentare un "onere pubblico".

Il Ministero aveva giustificato la decisione citando i dati del Consiglio dei consulenti economici, riferendo che oltre il 30% delle famiglie con immigrati provenienti da tali Paesi riceveva una qualche forma di assistenza pubblica.