Francia, respinte all'Assemblea Nazionale due mozioni di sfiducia contro il governo
All'Assemblea Nazionale francese sono state votate oggi due distinte mozioni di sfiducia contro il governo. La mozione del gruppo del Rassemblement National (RN) ha ottenuto 140 voti, mentre quella del gruppo La France Insoumise (LFI) ne ha raccolti 108. Poiché non è stata raggiunta la soglia necessaria di 289 voti per far cadere l'esecutivo, entrambe le iniziative sono state respinte.
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In Francia, il governo del Primo Ministro Sébastien Lecornu ha superato due distinte mozioni di sfiducia presentate all'ordine del giorno dell'Assemblea in segno di protesta contro l'entrata in vigore, tramite decreto, della tabella di marcia sulla pianificazione energetica. Durante le votazioni odierne, l'incapacità dei blocchi di opposizione di trovare un terreno comune ha impedito di raggiungere la maggioranza necessaria per far cadere il governo. Nella prima votazione, la mozione presentata dai deputati del Rassemblement National (RN) si è fermata a 140 voti. In Francia, per l'approvazione di una mozione di sfiducia, è richiesta la maggioranza assoluta di 289 voti favorevoli nell'Assemblea Nazionale, composta da 577 seggi. Non essendo stata raggiunta tale soglia, la mozione è stata respinta.
Nella seconda votazione della giornata, è stata sottoposta al voto la mozione presentata dal gruppo La France Insoumise (LFI). La mozione ha ottenuto 108 voti favorevoli e, non raggiungendo la soglia dei 289, non è passata in Assemblea.
Nei corridoi dell'Assemblea, il fattore principale che ha determinato l'esito delle votazioni è stato il mancato convergere delle due mozioni in una "mozione di sfiducia comune" ad ampio spettro. A causa della distanza tra l'opposizione di destra e quella di sinistra rispetto alle rispettive proposte, i voti si sono frammentati. È stato inoltre rilevato che, nella seconda votazione, hanno votato a favore 29 deputati su 38 del gruppo ecologista, 6 deputati del gruppo di sinistra GDR (che include comunisti e deputati d'oltremare) e 2 deputati del gruppo socialista; tuttavia, il totale dei voti non è stato sufficiente a far cadere il governo.
Alla base delle mozioni vi è la decisione del governo di attuare il quadro della politica energetica tramite decreto, anziché sottoporlo a un voto finale completo in Assemblea. Mentre il fronte dell'opposizione ha giocato la carta della sfiducia criticando l'esclusione del Parlamento, l'ala governativa ha sottolineato la necessità di continuità e rapidità nella strategia energetica.
Il processo di sfiducia: cosa è successo recentemente nell'Assemblea francese?
In Francia, la mozione di sfiducia rappresenta il meccanismo parlamentare più severo per far cadere il governo. Per la presentazione formale di una mozione sono necessarie le firme di almeno 58 deputati; la votazione si svolge non prima di 48 ore dalla presentazione. In caso di approvazione, vengono conteggiati solo i voti favorevoli ed è necessario superare la soglia di 289 voti all'Assemblea Nazionale affinché il governo cada.
Negli ultimi anni, questo meccanismo è stato spesso al centro del dibattito. Nel 2023, durante le discussioni sulla riforma delle pensioni, furono votate due distinte mozioni di sfiducia contro il governo, ma una di esse fu respinta per un margine minimo; nonostante ciò, la tensione sulla scena politica rimase alta per lungo tempo.
Il 4 dicembre 2024, la mozione di sfiducia ha avuto successo: dopo l'approvazione della mozione all'Assemblea Nazionale, il governo Barnier è stato costretto a dimettersi e il Paese ha avviato la ricerca di un nuovo esecutivo.
Nel corso del 2025, le iniziative di sfiducia sono state ripetute su vari temi; tuttavia, la maggior parte di questi tentativi non ha superato la soglia a causa della mancanza di una maggioranza comune tra i blocchi di opposizione.