Ecuador, l'eutanasia non è più un reato
La Corte Costituzionale dell'Ecuador, in seguito a una causa intentata da una paziente affetta da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), ha emesso una sentenza che depenalizza l'eutanasia nel Paese.
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La Corte Costituzionale ha annunciato la sua decisione in merito alla causa intentata da una donna affetta da SLA, la quale sosteneva che coloro che soffrono di malattie gravi o incurabili dovrebbero avere il diritto di "morire con dignità".
Valutando che la questione in oggetto è correlata al "diritto a una vita dignitosa", la Corte Costituzionale ha stabilito che l'eutanasia può essere praticata per i pazienti che soffrono di dolori intensi a causa di lesioni fisiche irreversibili o di una malattia incurabile.
La Corte Costituzionale ha concesso ai membri del parlamento e alle autorità sanitarie un periodo di 12 mesi per apportare le necessarie modifiche legislative.
La quarantaduenne Paola Roldan, che ha intentato la causa, ha dichiarato alla stampa dopo la sentenza che oggi è un giorno speciale per lei, ringraziando la Corte Costituzionale per aver "preso una posizione a favore della libertà e della dignità".
Roldan, a cui sono stati diagnosticati i sintomi della SLA nel 2020, si era rivolta alla Corte Costituzionale nell'agosto 2023 sostenendo che chi soffre di malattie gravi o incurabili merita una "morte dignitosa" e che dovrebbe essere consentito loro di "porre fine alla propria vita liberamente e volontariamente" per porre fine a tale sofferenza.