Dramma umanitario a Gaza: dal 7 ottobre distrutte 29 mila abitazioni, almeno 2 mila persone sotto le macerie
Il governo di Gaza ha annunciato che, a causa degli attacchi israeliani dal 7 ottobre, 29 mila abitazioni sono state completamente distrutte e sono giunte segnalazioni di almeno 2 mila persone rimaste sotto le macerie.
AA
L'ufficio stampa del governo di Gaza ha condiviso informazioni aggiornate sulle perdite umane e materiali causate dagli attacchi israeliani dal 7 ottobre.
Secondo i dati, finora 190 mila abitazioni hanno subito danni parziali, 29 mila sono state completamente rase al suolo e sono state ricevute segnalazioni di almeno 2 mila persone rimaste sotto le macerie.
A causa degli attacchi e delle minacce israeliane, 1 milione e 500 mila persone hanno abbandonato le proprie case, rifugiandosi in centri di accoglienza, ospedali e strutture pubbliche.
Negli attacchi sono stati inoltre bombardati 79 edifici governativi, 38 moschee, 3 chiese e 189 scuole. Di queste ultime, 25 sono state rese inagibili.
LA CAUSA DI QUANTO ACCADE A GAZA È IL SILENZIO DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
Nella dichiarazione scritta dell'ufficio stampa, è stato rivolto un appello alla comunità islamica e alle persone libere di tutto il mondo affinché intensifichino le mobilitazioni di massa per fare pressione su Israele e sui suoi sostenitori, e per offrire sostegno al popolo palestinese.
Nella nota si sottolinea che l'"Olocausto nazista" in corso a Gaza prosegue a causa dell'impotenza, del silenzio e dell'atteggiamento vergognoso della comunità internazionale, nonché del via libera concesso dagli Stati Uniti.
È stato inoltre evidenziato che, a causa del guasto alle attrezzature di soccorso e dell'esaurimento del carburante, presto non sarà più possibile estrarre nessuno dalle macerie.
ISRAELE NON TEME DI RISPONDERE DELLE PROPRIE AZIONI
Nella dichiarazione si afferma inoltre che l'ammissione da parte di Israele di aver bombardato la casa della famiglia di Wael al-Dahdouh, corrispondente dell'emittente Al Jazeera con sede in Qatar, dimostra che il Paese non teme di dover rispondere dei crimini commessi.
È stato rilevato che Israele continua a commettere i "crimini più ripugnanti" contro i civili, a mantenere chiusi i valichi di frontiera di Gaza e a impedire l'ingresso di cibo, medicinali e carburante.
Infine, è stato chiesto a Israele di chiarire quali siano i cosiddetti "obiettivi militari" che sostiene di colpire a centinaia ogni giorno, quando in realtà non si tratta d'altro che delle case dei civili.