Dopo le indiscrezioni della stampa greca, la dichiarazione del Pentagono su Alessandropoli: 'Non abbiamo basi'

Un funzionario del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito alle notizie apparse sulla stampa greca, secondo cui gli Stati Uniti chiuderebbero la loro base ad Alessandropoli.

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La stampa greca aveva sollevato il caso sostenendo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avesse deciso di chiudere la base americana nella città greca di Alessandropoli. Un funzionario del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (Pentagono) ha tuttavia precisato che gli Stati Uniti non dispongono di una base militare ad Alessandropoli, in Grecia, e che la struttura in questione è un impianto greco utilizzato nell'ambito degli accordi tra i due Paesi.

Nella dichiarazione, il funzionario ha affermato: "Gli Stati Uniti non hanno una base ad Alessandropoli; si tratta di un impianto greco a cui gli Stati Uniti hanno diritto di accesso nell'ambito dell'Accordo di cooperazione per la difesa reciproca".

Specificando che la base in questione viene utilizzata solo come centro di transito per l'ingresso e l'uscita delle attrezzature statunitensi in Europa, il funzionario ha aggiunto: "Non si tratta di una 'base' che gli Stati Uniti chiuderanno".

LA STAMPA GRECA AVEVA SOSTENUTO LA CHIUSURA

I quotidiani greci Dimokratia e Ta Nea avevano sostenuto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avesse preso la decisione di chiudere la base americana ad Alessandropoli.

Nel suo articolo, il quotidiano Dimokratia aveva ipotizzato che, con la fine della guerra in Ucraina, la base potesse non essere più considerata necessaria e quindi chiusa, aggiungendo: "La chiusura della base rafforzerà l'influenza della Turchia sugli Stretti e aumenterà l'autorità di Ankara nel controllare gli ingressi e le uscite nella regione".

Anche il quotidiano Ta Nea aveva commentato che, in caso di chiusura della base di Alessandropoli a seguito di una riduzione del sostegno degli Stati Uniti all'Ucraina, Paesi come la Grecia ne avrebbero risentito negativamente.