I discorsi principali dei leader al Summit per la Pace del Cairo, a cui hanno partecipato 21 Paesi

Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha partecipato al Summit per la Pace del Cairo, tenutosi nella capitale egiziana. Al vertice sono presenti anche il Primo Ministro palestinese Mahmoud Abbas e il Segretario Generale dell'ONU Guterres. Intervenendo al vertice, il Ministro Fidan ha richiamato l'attenzione sulle migliaia di civili uccisi, valutando che, se Israele continuerà i suoi attacchi, anche la pace globale sarà a rischio.

İHA

Al Summit per la Pace del Cairo, che ha visto la partecipazione di alto livello di 21 Paesi, hanno preso parte anche il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, l'Alto rappresentante dell'Unione europea (UE) per gli affari esteri Josep Borrell e il Segretario Generale delle Nazioni Unite (ONU) Antonio Guterres.

''LA PACE GLOBALE È A RISCHIO''

Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, intervenuto a nome della Turchia, ha sottolineato che se gli attacchi di Israele dovessero continuare, la pace globale sarebbe minacciata. Fidan ha dichiarato: "Se ciò dovesse continuare, minaccerebbe l'intera stabilità e pace globale con un'escalation geografica".

Affermando che "non permetteremo mai che le sofferenze dei palestinesi continuino", Fidan ha aggiunto: "Vogliamo una pace duratura, un accordo è possibile con una soluzione a due Stati". Fidan ha poi sottolineato: "Migliaia di civili stanno morendo, non può esserci una punizione del genere".

''I DANNI DEVONO AVERE DEI LIMITI''

Il Primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato: “Israele ha il diritto di difendersi, ma deve farlo nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Vorrei anche chiarire che la punizione collettiva è vietata dalle leggi di guerra. Queste leggi sono state concepite per garantire che la guerra abbia dei limiti ai danni che possono essere inflitti ad altre persone, quando necessario”. Sottolineando che la soluzione a due Stati è l'unica opzione valida per il conflitto israelo-palestinese, Mitsotakis ha affermato: “Il futuro di una pace sostenibile, della stabilità e della prosperità è possibile solo se il processo di pace riprende sulla base della soluzione a due Stati. Nessun intervento militare può sostituire una soluzione politica praticabile”.

L'APPELLO DELLA LEADER ITALIANA PER LA SOLUZIONE A DUE STATI

La Presidente del Consiglio Meloni ha affermato che la comunità internazionale deve evitare un'escalation dei conflitti a Gaza e creare una tabella di marcia verso la soluzione a due Stati. Meloni ha dichiarato: “Civili innocenti hanno lasciato le loro case e, dal nostro punto di vista, dobbiamo rispondere a questo. Vogliamo che questo sia il punto di partenza per il dialogo tra i Paesi del Mediterraneo e l'Unione Europea”. Meloni ha sottolineato l'importanza di un dialogo pacifico, compreso il problema del terrorismo che indebolisce molti Stati, in particolare quelli musulmani. Meloni ha aggiunto: "È nell'interesse di tutti i leader presenti a questo tavolo evitare che quanto accade a Gaza si trasformi in un conflitto più ampio, in una guerra di religione e di civiltà, e che vengano vanificati gli sforzi compiuti negli ultimi anni per normalizzare le relazioni. Siamo molto preoccupati per la sorte degli ostaggi, tra cui ci sono anche italiani, e chiediamo il loro rilascio immediato".

“HO CHIESTO MODERAZIONE ALL'ESERCITO ISRAELIANO”

Il Ministro degli Esteri britannico James Cleverly ha affermato che il Regno Unito ha discusso direttamente con il governo israeliano affinché Israele allevi le sofferenze della popolazione di Gaza, rispetti il diritto internazionale e protegga la vita dei civili a Gaza, aggiungendo di aspettarsi "professionalità e moderazione" dall'esercito israeliano. Il Ministro Cleverly ha dichiarato: “Tutti vediamo sui social media e nelle nostre società quanto la situazione attuale sia diventata divisiva e polarizzante. Abbiamo il dovere di lavorare insieme per evitare che l'instabilità travolga la regione e causi ulteriori perdite di vite umane. Dobbiamo garantire che la convivenza pacifica prevalga. Credo ancora nel potere della diplomazia e nel fatto che si possa garantire un futuro in cui israeliani e palestinesi vivano in pace”, osservando che una soluzione a due Stati è possibile.

“IL GIAPPONE SI CONCENTRA SU 3 PUNTI”

Il Ministro degli Esteri giapponese Yoko Kamikawa ha dichiarato: “La posizione del Giappone su questo tema è coerente e si concentra su tre punti: il rilascio immediato degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale da parte di tutte le parti e la calma della situazione”. Il Ministro Kamikawa ha inoltre affermato che è importante organizzare l'evacuazione dei cittadini stranieri dalla Striscia di Gaza.

“NON PUÒ CONTINUARE COSÌ”

Il Ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide, nel suo discorso al vertice, ha dichiarato: “Siamo nel mezzo di una crisi profonda. Questa rischia di trasformarsi in una crisi per il mondo intero”, esprimendo la preoccupazione della Norvegia per le condizioni a Gaza. Il Ministro Eide ha aggiunto: “Save the Children afferma che a Gaza muore un bambino ogni quarto d'ora. Non può continuare così”. Eide ha annunciato che la Norvegia donerà ulteriori 15 milioni di corone all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione (UNRWA) per le sue attività a Gaza.

“SIAMO IN SOLIDARIETÀ CON ISRAELE”

Il Ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha dichiarato: “Vediamo terribili sofferenze umane e paura in tutta la regione. Non c'è dubbio che la vita di tutti i civili abbia la stessa importanza”, aggiungendo che il governo tedesco è in solidarietà con Israele.

“CI SONO REGOLE ANCHE IN TEMPO DI GUERRA”

Il Ministro degli Esteri canadese Mélanie Joly ha dichiarato nel suo discorso: “Questa mattina siamo stati incoraggiati dalle notizie che cibo e acqua potrebbero entrare a Gaza. Ma dobbiamo vedere di più. Anche in tempi di crisi ci sono principi, anche in tempi di guerra ci sono regole. Tutte le parti e i conflitti devono sempre rispettare il diritto internazionale umanitario”. Joly ha affermato che è di vitale importanza che questo conflitto non si estenda alla regione e che il Canada è seriamente preoccupato per le azioni dell'Iran volte a "destabilizzare la pace e la sicurezza in Medio Oriente".

“LA DIFESA DI ISRAELE DEVE ESSERE CONFORME AL DIRITTO INTERNAZIONALE”

Il Ministro degli Esteri francese Catherine Colonna ha dichiarato: "Israele ha il diritto di difendersi affinché ciò non accada di nuovo". Sottolineando che la difesa di Israele deve essere equa e conforme al diritto internazionale, Colonna ha affermato: “Questi civili non sono responsabili delle azioni del gruppo (Hamas). Rifiutiamo le azioni di Hamas e invitiamo tutte le altre parti internazionali a condannare le azioni di Hamas”. Affermando che è necessario raggiungere un consenso su come fornire aiuti umanitari alla Palestina in modo sostenibile, Colonna ha aggiunto: “Gli aiuti umanitari devono essere destinati alle aree più vulnerabili e deve essere garantito un corridoio umanitario e un cessate il fuoco che permetta a coloro che vogliono lasciare la Striscia di Gaza di farlo senza alcun ostacolo”.

“HA CONSEGUENZE ENORMI SUI CIVILI”

Il Ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira ha affermato che il Brasile, nel suo attuale ruolo di presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sta spingendo per una soluzione multilaterale. Vieira ha dichiarato: “La paralisi del Consiglio di Sicurezza ha conseguenze enormi sulla vita dei civili. Questo non è nell'interesse della comunità internazionale. Dobbiamo compiere sforzi per prevenire la possibilità di un'estensione regionale del conflitto”. Vieira ha osservato che "gestire semplicemente il conflitto" non è un'opzione e che devono essere compiuti passi verso l'attuazione della soluzione a due Stati.