Dichiarazione congiunta sulla Siria da parte di 11 paesi, inclusa la Turchia

Turchia, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Iraq, Oman, Qatar, Kuwait, Libano ed Egitto, in una dichiarazione congiunta rilasciata dopo gli attacchi di Israele contro la Siria, hanno affermato: "Sosteniamo la sicurezza, l'unità, la stabilità e la sovranità della Siria e respingiamo qualsiasi tipo di ingerenza esterna nei suoi affari interni".

İHA

Turchia, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Iraq, Oman, Qatar, Kuwait, Libano ed Egitto hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in seguito agli attacchi di Israele contro la Siria. Nella dichiarazione si legge: "Sosteniamo la sicurezza, l'unità, la stabilità e la sovranità della Siria e respingiamo qualsiasi tipo di ingerenza esterna nei suoi affari interni".

Nella dichiarazione, in cui vengono condannati i ripetuti attacchi di Israele contro la Siria, è stato sottolineato che le aggressioni israeliane costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e minano gli sforzi per costruire una nuova Siria. Esprimendo soddisfazione per l'accordo di cessate il fuoco raggiunto ieri nella città siriana di As-Suwayda, la dichiarazione ha sottolineato che la tregua deve essere attuata in modo da garantire la protezione dei civili, dello Stato e dello stato di diritto.

Nella nota, in cui viene accolto con favore l'impegno del Presidente siriano Ahmed al-Shara a chiamare a rispondere chiunque sia responsabile delle violazioni contro i cittadini siriani ad As-Suwayda, si afferma: "Sosteniamo tutti gli sforzi volti a garantire la sicurezza, lo Stato e lo stato di diritto ad As-Suwayda e in tutto il territorio siriano, e respingiamo ogni tentativo di violenza, settarismo, sedizione e provocazione".

Nella dichiarazione, che contiene un appello alla comunità internazionale, si legge: "Esortiamo la comunità internazionale a sostenere il governo siriano nel processo di ricostruzione e chiediamo al Consiglio di Sicurezza di assumersi le proprie responsabilità legali e morali per garantire il completo ritiro di Israele dai territori siriani occupati".