Crisi idrica alle porte in Medio Oriente: bastano solo pochi giorni!
Il fatto che l'Iran prenda di mira le infrastrutture idriche dei paesi del Golfo con droni sta scuotendo gli equilibri strategici della regione. Dopo l'attacco al grande impianto di desalinizzazione in Bahrein, centinaia di villaggi sono rimasti senz'acqua, mentre gli esperti sottolineano come l'acqua stia giocando un ruolo critico nei conflitti regionali.
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La tensione sale lungo la linea del Golfo. Teheran, aumentando la sua reazione alle operazioni militari sviluppate da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha iniziato questa volta a prendere di mira le infrastrutture idriche dei paesi rivali. Da ultimo, l'attacco con droni dell'8 marzo al più grande impianto di desalinizzazione dell'acqua di mare in Bahrein ha interrotto improvvisamente il collegamento all'acqua potabile per circa trenta villaggi e zone industriali.
Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha confermato che l'attacco ha causato ingenti danni materiali. Dopo lo shock vissuto nella regione, i paesi del Golfo hanno inserito la sicurezza idrica strategica nell'agenda. Il Ministro dell'Energia iraniano Abbas Aliabadi, riguardo agli attacchi, ha dichiarato: "Tali ritorsioni sono legittime in risposta agli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro le nostre infrastrutture energetiche nei dintorni di Bushehr".
LA CRISI DELLA SETE È ALLE PORTE?
I processi di intensa siccità degli ultimi cinque anni in Medio Oriente hanno aumentato ulteriormente l'importanza dell'acqua. Mentre l'Arabia Saudita ottiene il 70% dell'acqua potabile di cui ha bisogno tramite tecnologie di desalinizzazione dell'acqua di mare, in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti questa percentuale supera il 90%. Nella maggior parte dei paesi della regione, si afferma che le riserve idriche strategiche attuali abbiano una capacità sufficiente solo per pochi giorni.
Gli esperti indicano che, in caso di disattivazione degli impianti di desalinizzazione, milioni di persone potrebbero perdere l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari in meno di una settimana. Si sottolinea che questa situazione potrebbe creare gravi pressioni sulla stabilità politica e sull'ordine pubblico.
CAMBIANO GLI EQUILIBRI TRA USA E IRAN
Con l'arrivo della fine di marzo, la crisi ha raggiunto una dimensione più pericolosa. In risposta alla richiesta degli Stati Uniti di libero transito nello Stretto di Hormuz, il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale dell'Iran ha condiviso le coordinate dei critici impianti di desalinizzazione situati in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, inviando un messaggio deterrente. Questo passo, in cui è stato sottolineato che missili balistici e droni sono pronti per l'attacco, ha spinto gli Stati Uniti a rinviare gli attacchi pianificati contro la rete elettrica iraniana.
LA VULNERABILITÀ DELLE INFRASTRUTTURE IDRICHE
Sebbene i paesi arabi dispongano di sistemi di difesa aerea Patriot e THAAD del valore di miliardi di dollari, questi sistemi sono dispiegati in gran parte per proteggere le strutture statali e le basi militari. I complessi di desalinizzazione dell'acqua di mare, invece, avendo una diffusione su un'ampia area geografica, rimangono con difese deboli. Un attacco a una singola stazione di pompaggio o a un punto di distribuzione può interrompere l'accesso all'acqua per l'intera regione.
Inoltre, il fatto che i centri si trovino sulla linea costiera aumenta i rischi contro gli attacchi. Non solo un attacco missilistico, ma anche metodi di sabotaggio indiretti come le fuoriuscite di petrolio possono rendere i sistemi fuori uso per settimane o addirittura mesi.
In Medio Oriente, l'acqua è ormai diventata una questione di sicurezza critica quanto l'energia. Si sottolinea che gli attacchi rivolti all'acqua hanno iniziato a influenzare radicalmente le dinamiche di conflitto nella regione.