Crisi giudiziaria in Bosnia-Erzegovina. Il presidente della Corte Debevec è stato arrestato

Il presidente della Corte di Bosnia-Erzegovina, Ranko Debevec, e l'ex capo dell'Agenzia di intelligence e sicurezza, Osman Mehmedagic, sono stati arrestati con l'accusa di abuso d'ufficio.

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Il procuratore capo della Bosnia-Erzegovina, Milanko Kajganic, ha tenuto una conferenza stampa nella capitale Sarajevo per condividere i dettagli relativi all'arresto di Debevec e Mehmedagic.

Sottolineando che Debevec e Mehmedagic sono stati arrestati su richiesta della procura, Kajganic ha dichiarato: "Il motivo del loro arresto è l'esistenza di prove riguardanti l'abuso d'ufficio. È emerso che nel 2020 hanno intercettato illegalmente i giudici della Corte di Bosnia-Erzegovina e i funzionari della Procura della Bosnia-Erzegovina".

Kajganic ha precisato che non vi sono prove che i sospettati abbiano intercettato partiti politici o funzionari, ma che valuteranno tutte le informazioni di intelligence.

Affermando che anche l'avvocato Vasvija Vidovic è stata arrestata con l'accusa di aver inquinato le prove, Kajganic ha dichiarato che verrà richiesta la custodia cautelare di un mese per i sospettati.

Nel frattempo, è stato reso noto che, in seguito all'arresto di Debevec, è stata presentata una petizione al Consiglio superiore della magistratura e della procura della Bosnia-Erzegovina per la sua sospensione temporanea dall'incarico.

IL DETTAGLIO DELLA 'DISPUTA VERBALE' DURANTE LA DETENZIONE

I media locali della Bosnia-Erzegovina hanno attirato l'attenzione sul fatto che gli arresti coincidono con il processo in corso presso la Corte di Bosnia-Erzegovina contro Milorad Dodik, presidente della Repubblica Serba (RS), una delle due entità della Bosnia-Erzegovina.

I media hanno riferito che Dodik è sotto processo presso la Corte di Bosnia-Erzegovina per non aver rispettato le decisioni dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante (OHR) in Bosnia-Erzegovina e che domani si recherà presso l'edificio del tribunale per partecipare a una nuova udienza.

Riguardo a Dodik, che voleva trasferire il processo al tribunale di Banja Luka, nella RS, richiesta che è stata respinta, i media locali hanno commentato: "L'arresto del presidente della corte sarà a vantaggio di Dodik, poiché egli stava cercando di sfuggire al presidente della corte e di spostare il processo in un altro tribunale".

Nelle notizie locali, in cui si sostiene che Dodik sfrutterà gli arresti a proprio vantaggio, è stato sottolineato che gli eventi di domani sono attesi con "curiosità".

Un altro dettaglio degno di nota è la "disputa verbale" avvenuta tra Dodik e Debevec nel 2020, quando Dodik era membro della Presidenza della Bosnia-Erzegovina.

All'epoca era stato riferito che Dodik, sostenendo che Debevec avesse dato istruzioni a Mehmedagic di intercettare "alcune persone" e di incontrare criminali, aveva stabilito "stretti rapporti" con la Procura della Bosnia-Erzegovina.

Debevec, sottolineando che Dodik possiede anche la cittadinanza serba, aveva sostenuto che il leader serbo-bosniaco possedesse numerosi beni immobili, in particolare in Serbia e Russia.

Dodik, noto per la sua retorica separatista e per non voler partecipare ai processi nella capitale Sarajevo, aveva già tenuto discorsi inappropriati nelle due udienze a cui aveva partecipato in precedenza.