Conclusa l'udienza di sentenza nel processo contro la mafia più pericolosa d'Italia
Il maxi processo alla 'Ndrangheta, una delle organizzazioni criminali più pericolose d'Italia, si è concluso oggi con l'udienza di sentenza che ha portato alla condanna di circa 200 persone.
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È stata emessa la sentenza del più grande processo di mafia degli ultimi 30 anni contro la 'Ndrangheta, l'organizzazione criminale con base nella regione Calabria, nel sud del Paese.
Nel processo, noto anche come "Rinascita Scott" e la cui prima udienza si è tenuta nel gennaio 2021 in un'aula bunker appositamente costruita nella città di Lamezia Terme, sono stati indagati i legami tra figure di alto livello della politica, dello Stato e dell'economia e la mafia più pericolosa del mondo del crimine organizzato, la 'Ndrangheta.
Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, la lettura della sentenza nel maxi processo, che ha visto 338 imputati e una durata di 2 anni e 10 mesi, è durata 1 ora e 40 minuti.
Mentre sono state emesse 207 condanne tra gli imputati, è stato riferito che il totale delle pene detentive inflitte supera i 2.100 anni.
È stato notato che i nomi condannati appartenenti alla politica e alla burocrazia della sicurezza sono stati giudicati colpevoli principalmente per ruoli legati al favoreggiamento e all'agevolazione delle attività dell'organizzazione criminale.
Giancarlo Pittelli, che è stato anche deputato per due mandati con Forza Italia, partito attualmente parte della coalizione di governo, è stato condannato a 11 anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Anche il tenente colonnello dei Carabinieri, Giorgio Naselli, ha ricevuto una condanna a 2 anni e 6 mesi per aver rivelato documenti ufficiali riservati alla mafia.
L'ex ufficiale della Guardia di Finanza, Michele Marinaro, è stato condannato a 10 anni e 6 mesi con l'accusa di rivelazione di segreti d'ufficio e concorso esterno in associazione mafiosa.
L'ex consigliere regionale Pietro Giamborino ha ricevuto una condanna a 1 anno e 6 mesi di reclusione.
Questo processo è stato il più grande procedimento giudiziario contro la mafia in Italia dai tempi del maxi processo contro l'organizzazione mafiosa siciliana "Cosa Nostra", che tra il 1986 e il 1992 vide imputate 475 persone.
L'accusa aveva formulato un totale di 400 capi d'imputazione contro gli imputati, tra cui "traffico d'armi", "traffico di droga", "omicidio" e "associazione a delinquere di stampo mafioso".
Si afferma che la 'Ndrangheta sia diventata negli anni la mafia più potente e ricca d'Italia grazie al controllo del traffico europeo di droga. Viene sottolineato che la 'Ndrangheta, con base in Calabria, contro la quale le forze di sicurezza italiane hanno intensificato le operazioni negli ultimi anni, ha una struttura più complessa e difficile da scardinare rispetto a Cosa Nostra in Sicilia.
Nei commenti e nei resoconti della stampa, si sottolinea che il processo, durato circa 3 anni a Lamezia Terme e conclusosi oggi con l'udienza di sentenza, ha inferto un duro colpo all'organizzazione della 'Ndrangheta a livello locale e all'interno dello Stato.