Avvertimento della Banca Mondiale: 'il periodo più debole'

La Banca Mondiale ha riferito che, a causa delle crescenti tensioni commerciali e dell'incertezza politica, si prevede che la crescita economica globale quest'anno scenderà al ritmo più lento dal 2008, escludendo le recessioni globali.

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La Banca ha pubblicato l'edizione di giugno del Rapporto sulle prospettive economiche globali.

Nel rapporto si afferma che le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso per quasi il 70% delle economie, coinvolgendo tutte le regioni e i gruppi di reddito.

Il rapporto della Banca indica che, a causa delle crescenti tensioni commerciali e dell'incertezza politica, si prevede che la crescita economica globale quest'anno scenderà al ritmo più lento dal 2008, escludendo le recessioni globali.

NON È PREVISTA UNA RECESSIONE GLOBALE

Nel rapporto, in cui si prevede che la crescita economica globale rallenterà al 2,3% nel 2025, si nota che questo tasso è inferiore di quasi mezzo punto rispetto al livello previsto all'inizio dell'anno.

Il rapporto indica che l'economia mondiale dovrebbe crescere del 2,4% il prossimo anno e del 2,6% nel 2027.

Nelle previsioni pubblicate a gennaio, la Banca Mondiale aveva stimato che l'economia globale sarebbe cresciuta del 2,7% quest'anno e il prossimo.

Il rapporto afferma che non è prevista una recessione globale, ma se le previsioni per i prossimi due anni dovessero avverarsi, nei primi sette anni degli anni '20 l'economia mondiale crescerà più lentamente di quanto non abbia fatto all'inizio di qualsiasi decennio dagli anni '60.

PREVISTO UN RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA

Il rapporto, che indica come la crescita economica dovrebbe rallentare quest'anno in quasi il 60% di tutte le economie in via di sviluppo, rileva che dopo una media del 3,8% nel 2025, è prevista una crescita media del 3,9% nel 2026 e nel 2027.

Nel rapporto si afferma che le economie avanzate dovrebbero crescere dell'1,2% quest'anno, dell'1,4% il prossimo anno e dell'1,5% nel 2027.

Il rapporto della Banca sottolinea che il rallentamento della crescita ostacolerà gli sforzi delle economie in via di sviluppo volti a creare posti di lavoro, ridurre la povertà estrema e colmare il divario di reddito pro capite rispetto alle economie avanzate.

Segnalando che gli aumenti dei dazi doganali e i mercati del lavoro rigidi esercitano una pressione al rialzo sull'inflazione globale, il rapporto rileva che l'inflazione globale, prevista in media al 2,9% nel 2025, continua a rimanere al di sopra dei livelli pre-pandemia.

- Riviste al ribasso le previsioni di crescita per USA e Area Euro

Nel rapporto, che include anche le previsioni di crescita dei singoli paesi, si afferma che le aspettative di crescita per l'economia statunitense quest'anno sono state ridotte dal 2,3% all'1,4% e quelle per il prossimo anno dal 2% all'1,6%. Si prevede che l'economia del paese crescerà dell'1,9% nel 2027.

Il rapporto riporta che le aspettative di crescita per l'economia dell'Area Euro sono state ridotte dall'1% allo 0,7% per quest'anno e dall'1,2% allo 0,8% per il prossimo anno. Si prevede che l'economia dell'Area Euro crescerà dell'1% nel 2027.

Mentre non sono state apportate modifiche alle previsioni di crescita dell'economia cinese, si prevede che l'economia del paese crescerà del 4,5% quest'anno, del 4% il prossimo anno e del 3,9% nel 2027.

REVISIONE AL RIALZO PER LA TURCHIA

Il rapporto indica che l'economia turca dovrebbe crescere del 3,1% quest'anno, del 3,6% il prossimo anno e del 4,2% nel 2027.

Nelle previsioni di gennaio, la Banca Mondiale aveva stimato che l'economia turca sarebbe cresciuta del 2,6% nel 2025 e del 3,8% nel 2026.

Il rapporto afferma che la crescita relativamente moderata prevista quest'anno per l'economia turca riflette gli effetti della politica monetaria restrittiva, del previsto consolidamento fiscale e della debole attività economica globale in un contesto di crescente incertezza; la revisione al rialzo della stima di crescita di quest'anno è dovuta in gran parte a una crescita più forte del previsto nel quarto trimestre del 2024 e al calo dei prezzi globali del petrolio.

Il rapporto prevede che nel 2026 e nel 2027 il consumo privato continuerà a essere il principale motore della crescita, sostenuto dalla continua disinflazione, ma che la crescita delle esportazioni rimarrà limitata a causa dell'apprezzamento reale della lira, della debole domanda nell'Area Euro e dell'incertezza sulle politiche commerciali nelle principali economie.