Alto funzionario israeliano indica una data per il cessate il fuoco: se Hamas accetta
Secondo i media israeliani, un alto funzionario rimasto anonimo ha dichiarato di ritenere che Hamas risponderà entro 24 ore all'ultima proposta di scambio di prigionieri e accordo di cessate il fuoco, affermando: "Se accettano, il cessate il fuoco potrebbe avvenire la prossima settimana".
İHA
Si attende una decisione su un "cessate il fuoco di 60 giorni" tra Israele e Hamas. Secondo i media israeliani, un alto funzionario rimasto anonimo ha dichiarato di ritenere che Hamas risponderà entro 24 ore all'ultima proposta di scambio di prigionieri e accordo di cessate il fuoco, affermando: "Se accettano, il cessate il fuoco potrebbe avvenire la prossima settimana".
"SPERIAMO CHE CAPISCANO CHE È ARRIVATO IL MOMENTO DI FARLA FINITA"
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, in una dichiarazione ai media israeliani, ha affermato: "Speriamo che capiscano che è arrivato il momento di farla finita. Il motivo per cui non è finita prima è che Hamas non vuole rinunciare al controllo sugli ostaggi".
Alla domanda se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia condizionato gli aiuti a Israele alla richiesta di porre fine al processo penale contro il primo ministro Benjamin Netanyahu, Huckabee ha risposto: "Trump non stava cercando di interferire negli affari di Israele o di dire ai tribunali israeliani cosa fare; era solo un'osservazione. Aveva osservato, come testimone di un amico, una situazione che era capitata anche a lui, e la stava riconoscendo".
NELL'AMBITO DEL CESSATE IL FUOCO SARANNO RILASCIATI 10 OSTAGGI ISRAELIANI
I dettagli precisi della nuova proposta di cessate il fuoco di 60 giorni e di accordo sugli ostaggi annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump rimangono incerti. Secondo i media israeliani e statunitensi, l'accordo di cessate il fuoco di 60 giorni prevede che Hamas rilasci 10 ostaggi israeliani vivi e consegni i corpi di 18 ostaggi.
Un funzionario israeliano ha affermato che, secondo l'ultima proposta, il governo Netanyahu ha accettato di consentire il passaggio di grandi quantità di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza attraverso i tradizionali canali umanitari delle Nazioni Unite (ONU), anziché tramite la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), una partnership israelo-statunitense.
HAMAS VUOLE UN CESSATE IL FUOCO PERMANENTE
Nei negoziati per il cessate il fuoco, Hamas insiste sulle richieste di "porre fine permanentemente agli attacchi, che gli aiuti umanitari siano gestiti dalle Nazioni Unite e che Israele si ritiri nelle posizioni in cui si trovava il 2 marzo".
La parte israeliana, invece, si concentra, oltre al ritorno degli ostaggi, sulla "smilitarizzazione della Striscia di Gaza e sulla distruzione delle capacità militari e delle abilità di governo di Hamas".