Merdan Yanardağ ha inviato un messaggio dal carcere
Nella lettera inviata dal carcere dal giornalista detenuto Merdan Yanardağ, sono giunte dure reazioni alla messa in vendita di TELE1 a un prezzo irrisorio, mentre durante l'evento di solidarietà sono emersi appelli per la giustizia e la libertà di stampa.
12punto
Presso l'Associazione dei Giornalisti Turchi (TGC) è stato organizzato un evento di solidarietà per il giornalista Merdan Yanardağ, detenuto con l'accusa di "spionaggio". Durante l'evento, la moglie del giornalista, Sevim Kahraman Yanardağ, ha letto ai partecipanti la lettera inviata dal carcere di Silivri. Nella sua missiva, Yanardağ ha definito la messa in vendita di TELE1 a un prezzo basso come 28 milioni di lire un "saccheggio del nostro lavoro".
Nell'incontro, che ha visto una forte partecipazione di rappresentanti del mondo del giornalismo, il presidente della TGC Nazmi Bilgin ha espresso le sue critiche riguardo alla vendita di TELE1 e alla detenzione di Yanardağ. Affermando che Yanardağ continua a esercitare la sua professione anche nelle condizioni carcerarie, Bilgin ha ribadito la loro opposizione alle interferenze contro la stampa e la libertà di pensiero.
Il rappresentante di TELE1 ad Ankara, Zeynel Lüle, nel suo discorso durante l'evento ha dichiarato: "Come amministrazione della TGC, durante la nostra visita abbiamo visto che Merdan Yanardağ è più forte di noi con la sua postura ferma. La sua salute è buona e continua a scrivere. Invece di dargli coraggio, in realtà è lui a darci forza. Attendiamo la sua libertà. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso nell'udienza dell'11 maggio. Tutti sono consapevoli che le accuse rivolte sono infondate e prive di basi".
MESSAGGIO DI SOLIDARIETÀ E FEDE
La moglie di Yanardağ, Sevim Kahraman Yanardağ, ha espresso così i suoi sentimenti durante l'evento: "Prima di condividere con voi la lettera di Merdan, vorrei sottolineare quanto sia difficile questo processo che stiamo vivendo. Ma questo tipo di solidarietà ci dà forza e ci fa sentire che non siamo soli. Crediamo che supereremo insieme questi giorni difficili".
Durante l'evento è stata letta la lettera scritta di pugno da Yanardağ e inviata dal carcere con il sostegno dei suoi cari. Nella missiva, Yanardağ ha affermato che questa solidarietà ha un grande significato per lui come prigioniero di opinione in carcere, aggiungendo: "Hanno voluto metterci a tacere con un complotto di spionaggio costruito su menzogne e calunnie, ma non ci siamo piegati. Continueremo a difendere il giornalismo e i valori democratici in ogni circostanza".
Yanardağ ha toccato i seguenti punti nella sua lettera: "Lo scopo principale del complotto di spionaggio era sequestrare TELE1. La nostra televisione è stata messa in vendita ancor prima di comparire in tribunale. Il Fondo di Risparmio e Assicurazione dei Depositi (TMSF) ha stabilito un prezzo basso di 28 milioni di lire, ovvero pari alle spese operative di soli 3 mesi. Non accettiamo che il nostro lavoro venga ceduto a sostenitori del governo per un prezzo irrisorio".
Yanardağ ha inoltre affermato: "TELE1 è un canale senza scopo di lucro, fondato e gestito da giornalisti. Abbiamo rifiutato le alte somme offerte per acquistarlo. Quando la prepotenza e la pressione non hanno funzionato, ora assistiamo al saccheggio del nostro lavoro. Ma non rinunceremo alla nostra determinazione".
Nella sua lettera, Yanardağ, sostenendo che il governo mira a mettere a tacere l'opposizione esercitando pressioni sulla stampa, ha aggiunto: "Abbiamo bisogno di lotta e solidarietà per difendere la democrazia e la libertà di stampa. Continueremo a inseguire l'informazione corretta e la verità".
DURE REAZIONI ALLA VENDITA DI TELE1
Prendendo la parola durante l'evento, il presidente della TGC Nazmi Bilgin ha espresso la sua reazione dicendo: "Protestiamo con forza sia contro la detenzione di Merdan Yanardağ che contro la messa in vendita di TELE1 a un prezzo così basso. Questa non è una vendita, è un'operazione di abbattimento. TELE1 è il canale dei suoi spettatori e dei suoi giornalisti. I democratici e coloro che credono nella libertà di stampa devono unirsi contro questo crollo".
Al termine dell'evento, l'ultimo libro di Merdan Yanardağ è stato firmato dai giornalisti presenti a nome di Yanardağ, inviando un messaggio di solidarietà.