Decisione di rilascio con obbligo di firma per il giornalista Can Bursalı

Can Bursalı è stato rilasciato con l'obbligo di presentarsi tre volte a settimana presso una stazione di polizia e il divieto di espatrio, dopo aver reso testimonianza a Istanbul nell'ambito di un'indagine avviata a causa dei suoi articoli e post sui social media.

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Il giornalista Can Bursalı si è recato oggi in procura per rendere testimonianza in seguito all'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Istanbul. Tra le accuse rivoltegli figurano "diffamazione", "ingiuria" e "vilipendio alla Nazione turca, allo Stato della Repubblica di Turchia, alla Grande Assemblea Nazionale Turca, al governo e agli organi giudiziari dello Stato".

Alcuni post pubblicati da Bursalı sulla piattaforma social X e, in particolare, i suoi articoli sul processo riguardante l'İBB (Municipalità Metropolitana di Istanbul) e sul disastro minerario di Amasra, sono stati indicati come punti focali dell'indagine. Il giornalista Can Bursalı ha respinto tutte le accuse, sostenendo che i post e gli articoli in questione rientravano nell'ambito dell'attività giornalistica.

Dopo la testimonianza in procura, Bursalı è stato rinviato al giudice di pace di turno con la richiesta di applicazione di misure di controllo giudiziario. A seguito della valutazione, è stato deciso il suo rilascio con l'obbligo di firma tre volte a settimana presso una stazione di polizia e il divieto di espatrio.

Il procedimento nei confronti di Bursalı ha riportato al centro del dibattito la questione della libertà di stampa.