Tensioni sul giuramento nel processo per la confraternita Menzil ad Antalya: cresce la disputa su atti di proprietà e affitti

La crisi legata al giuramento richiesto dal tribunale nella disputa su eredità e proprietà riguardante la sede principale della comunità Menzil ad Antalya ha ulteriormente inasprito la tensione tra le parti.

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Le dispute su eredità e proprietà, in corso da tempo tra i fratelli Saki, Mübarek e Fettah Elhüseyni, si sono concentrate non solo su molti centri della comunità Menzil in tutta la Turchia, ma in particolare sull'edificio della confraternita nel quartiere Etiler di Muratpaşa, ad Antalya.

L'atto di proprietà dell'edificio è registrato a nome di Mübarek Elhüseyni dal 2016. Nel 2022, quando i seguaci hanno richiesto un contratto di locazione autenticato da un notaio al comune e all'ente elettrico per installare un sistema a energia solare nell'edificio, hanno firmato un contratto con Mübarek Elhüseyni per un canone mensile di 15 mila lire turche attraverso una società denominata "Vera Kırtasiye, Hayvancılık, Organizasyon Turizm, Gıda, Özel Eğitim Sanayi".

In questo processo, poco prima della morte dell'ex leader della comunità, Abdulbaki Elhüseyni, un seguace fedele a Mübarek Elhüseyni, E.A., ha firmato per conto della società citata un impegno ufficiale che prevedeva lo sgombero dell'edificio nel luglio 2024, senza alcun preavviso. Successivamente, E.A. ha stipulato un secondo contratto di locazione indicando l'edificio come indirizzo per la sua nuova società, la "Nakkaş Ltd. Şti.".

Secondo quanto riportato da Cumhuriyet, il secondo contratto è stato considerato nullo a causa del contratto esistente con la prima società. In seguito a ciò, nel luglio 2024, Mübarek Elhüseyni ha trasferito la proprietà dell'edificio tramite donazione alla Fondazione Semerkand, gestita da suo fratello Fettah Elhüseyni. Di fronte a questi sviluppi, i seguaci della confraternita, per non lasciare l'edificio, sono stati costretti a pagare 4 milioni di lire turche a Mübarek Elhüseyni per la ristrutturazione di una madrasa illegale e 457.668 lire turche alla fondazione come arretrati di affitto.

LA RICHIESTA DI GIURAMENTO DEL TRIBUNALE

A causa della disputa, le parti si sono rivolte alla magistratura. Mentre i seguaci sostengono che l'edificio sia stato acquistato con donazioni e sia "proprietà della comunità", Mübarek Elhüseyni continua a rivendicare la proprietà personale. Nella decisione interlocutoria del 24 febbraio 2026, il tribunale ha imposto a Mübarek l'obbligo di prestare giuramento, ai sensi del Codice di procedura civile, per confermare la veridicità delle sue affermazioni.

Il 9 marzo, i seguaci si sono rivolti al tribunale presentando il testo del giuramento che Mübarek Elhüseyni è tenuto a leggere in aula:

"Giuro sul mio onore, sulla mia dignità, sui miei figli e su tutte le fedi e i valori che considero sacri che: il contratto di locazione datato 1° novembre 2022, stipulato con il convenuto per l'affitto dell'immobile oggetto della causa, e l'impegno di sgombero oggetto della causa non sono stati redatti/firmati contemporaneamente; la data e le scritte sull'impegno di sgombero non sono state compilate da me e/o da altri sotto la mia direzione, sfruttando la firma del convenuto, all'insaputa della sua volontà; non ho apportato alcuna aggiunta, correzione e/o alterazione all'impegno di sgombero; il 1° giugno 2023, data di redazione dell'impegno di sgombero, mi sono incontrato con il convenuto nella provincia di Antalya; il convenuto ha promesso di sua spontanea volontà di sgomberare l'immobile il 15 luglio 2024, come indicato nell'impegno di sgombero, e ha apposto la sua firma; l'immobile oggetto della causa non è stato acquistato con fondi destinati a opere di beneficenza; risponderò in modo veritiero nell'ambito dell'intero fascicolo processuale e non nasconderò nulla".

IL GIURAMENTO NON È ANCORA STATO PRESTATO

Tuttavia, secondo le ultime informazioni, si è appreso che Mübarek Elhüseyni non ha ancora letto questo giuramento davanti al tribunale. Mentre la battaglia legale tra le parti continua a ruotare attorno all'atto di proprietà, allo sgombero e al giuramento, nei prossimi giorni si chiarirà se i seguaci della confraternita potranno rimanere nell'edificio e quale sarà l'esito del processo.