Sentenza esemplare della Corte di Cassazione: questo comportamento nel matrimonio è considerato reato!
La Corte di Cassazione ha stabilito che costringere il coniuge a uscire di casa dopo una discussione e impedirgli di rientrare chiudendo la porta a chiave costituisce il reato di "sequestro di persona".
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L'8ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna per "sequestro di persona" inflitta a un marito che, in un episodio di violenza domestica, aveva costretto la moglie a uscire di casa e le aveva impedito di rientrare chiudendo la porta a chiave.
Secondo le informazioni contenute nel fascicolo, l'episodio si è verificato nel distretto di Eskil, ad Aksaray. L'uomo, che aveva problemi di lunga data con la moglie e che si presume avesse una relazione con un'altra donna, ha avuto un acceso diverbio con la consorte dopo una discussione.
Durante la lite, il marito ha insultato la moglie, per poi costringerla a uscire e chiudere la porta, impedendole di rientrare.
In seguito all'accaduto, la donna ha presentato denuncia alle autorità giudiziarie. Al termine del processo, il Tribunale Penale di Primo Grado di Eskil ha condannato l'imputato a 10 mesi di reclusione per il reato di "sequestro di persona".
Tuttavia, l'8ª Sezione Penale della Corte di Cassazione, esaminando la sentenza, ha sottolineato che il fatto è stato commesso "ai danni del coniuge" e "mediante l'uso della forza", come definito dall'articolo 109, comma 3, lettera (e) del Codice Penale turco, annullando la sentenza con la motivazione che la pena inflitta era insufficiente.
Nel nuovo processo, il tribunale locale ha modificato la sua decisione precedente, aumentando la pena a 3 anni e 4 mesi.
Dopo questa decisione, l'imputato ha presentato un nuovo ricorso e il caso è tornato all'attenzione della Corte di Cassazione.
L'8ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha valutato il fatto che la pena iniziale di 10 mesi non fosse stata impugnata a sfavore dell'imputato come un "diritto acquisito", correggendo e confermando la sentenza del tribunale locale in tale ambito.
Nella decisione è stato inoltre affermato che "l'azione è stata commessa dall'imputato, la natura del reato e le sanzioni applicate sono state determinate correttamente nel quadro giuridico e la pena inflitta si basa su motivazioni legali".