Sentenza esemplare della Corte Costituzionale: le pensioni di chi convive con l'ex coniuge possono essere revocate
La Corte Costituzionale ha ritenuto legittima la revoca delle rendite e delle pensioni per i coniugi e i figli che risultano convivere di fatto con l'ex coniuge.
12punto
La Corte Costituzionale (AYM) ha respinto la richiesta di annullamento della norma che prevede la revoca delle rendite e delle pensioni erogate a coniugi e figli che risultano convivere di fatto con l'ex coniuge, nonché il recupero delle somme precedentemente versate.
Secondo la decisione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, la richiesta è stata presentata nell'ambito di un procedimento presso il 21° Tribunale del Lavoro di İstanbul Anadolu. Il tribunale aveva chiesto l'annullamento della disposizione contenuta nel secondo comma dell'articolo 56 della Legge n. 5510 sulle Assicurazioni Sociali e sull'Assicurazione Sanitaria Generale, sostenendo che fosse incostituzionale.
Il suddetto comma recita: "Le rendite e le pensioni erogate a coniugi e figli che, pur avendo divorziato, risultano convivere di fatto con l'ex coniuge, vengono revocate. Gli importi già versati a tali soggetti vengono recuperati in conformità con le disposizioni dell'articolo 96".
Nella richiesta di annullamento si sosteneva che, qualora l'Istituto di Previdenza Sociale (SGK) svolgesse indagini incomplete, il fatto che tali indagini venissero condotte dai tribunali porterebbe la magistratura a sostituirsi all'amministrazione. È stato inoltre sostenuto che la norma costituisca un'interferenza con il diritto al rispetto della vita privata.
AYM: LA NORMA È CHIARA E DEFINITA
Valutando il ricorso, la Corte Costituzionale ha stabilito che la norma non è contraria alla Costituzione. Nella sentenza si afferma che le condizioni in cui le rendite e le pensioni erogate a coniugi e figli vengono revocate sono regolate in modo chiaro e senza lasciare spazio a dubbi.
L'Alta Corte ha sottolineato che non vi è alcuna incertezza nemmeno riguardo alle procedure e ai principi relativi al recupero degli importi già versati. Nella decisione si legge: "Si è giunti alla conclusione che la limitazione imposta al diritto di proprietà soddisfa il requisito di legalità".
Nella sentenza della Corte Costituzionale si spiega che l'erogazione di rendite o pensioni a coniugi e figli divorziati ha lo scopo di garantire la sicurezza sociale dei beneficiari che rimangono privi del sostegno del coniuge. Tuttavia, è stato sottolineato che le persone che continuano a convivere con l'ex coniuge non sono di fatto prive di tale sostegno.
Nella decisione si afferma che la revoca delle pensioni per questi soggetti serve allo scopo di "prevenire l'abuso del diritto" e garantire l'uso efficiente delle risorse pubbliche nel sistema di sicurezza sociale. La Corte Costituzionale ha valutato che la norma persegue un obiettivo legittimo in termini di sostenibilità del sistema di sicurezza sociale.