Nuova normativa dal Ministero della Giustizia: sanzioni per chi ritarda le richieste dei tribunali
Il Ministero della Giustizia sta preparando una nuova normativa per porre fine ai lunghi processi giudiziari causati dalla mancata risposta tempestiva alle informazioni e ai documenti richiesti dai tribunali agli enti. È prevista l'applicazione di sanzioni penali dirette ai responsabili in caso di superamento dei termini.
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La mancata risposta entro i termini previsti alle informazioni e ai documenti richiesti dai tribunali agli enti e alle istituzioni pubbliche durante il processo ha portato all'agenda una nuova regolamentazione legale. Il Ministero della Giustizia sta lavorando a una modifica legislativa che includa sanzioni contro questi ritardi, al fine di accelerare i procedimenti giudiziari.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Türkiye, vicino al governo, l'obiettivo è che tale normativa entri in vigore nei prossimi giorni e che venga introdotta una responsabilità penale diretta per gli enti che non rispondono tempestivamente alle comunicazioni dei tribunali.
I LUNGHI TEMPI PROCESSUALI RESTANO AL CENTRO DEL DIBATTITO
In Turchia, il fatto che i processi si protraggano per anni continua a essere uno dei principali punti di critica rivolti al sistema giudiziario. Nonostante l'applicazione di tempi target, metodi di risoluzione alternativi e modifiche legislative, non è stato possibile prevenire i ritardi nei procedimenti.
In questo contesto, per il prossimo periodo si prevede di adottare misure come l'aumento del numero di giudici e pubblici ministeri, l'integrazione di sistemi basati sull'intelligenza artificiale nei processi giudiziari e la riorganizzazione dell'infrastruttura delle notifiche.
La normativa in preparazione non si limiterà solo agli investimenti in personale e tecnologia. Si mira anche a eliminare le disfunzioni nell'accesso alle informazioni e ai documenti oggetto del contenzioso, affinché i tribunali possano raggiungere la verità materiale.
In questo quadro, valutando che la mancata risposta degli enti alle comunicazioni dei tribunali entro i termini previsti sia uno degli elementi fondamentali che bloccano i processi giudiziari, si stanno valutando misure più deterrenti.
CON LA NUOVA NORMATIVA LE SANZIONI SARANNO PIÙ CHIARE
Fonti del Ministero della Giustizia hanno rilasciato la seguente valutazione in merito:
“Il tribunale scrive a un ente. La verità materiale emergerà in base a quella risposta. Ma questa comunicazione o non viene presa in considerazione o i tempi di risposta si allungano. Questa situazione non solo allunga i processi giudiziari, ma impedisce anche l'emergere della verità materiale. Attualmente, i tribunali avvertono già l'ente interessato se la risposta non arriva e comunicano che verrà presentata una denuncia penale. Ma nella pratica questo metodo non funziona. Ora, con la nuova normativa, si pensa di applicare sanzioni penali ai responsabili se, ad esempio, non rispondono entro la data dell'udienza. Verrà definita una fattispecie di reato in merito e verranno stabilite le relative pene”
CALENDARIO CHIARO NEL PIANO D'AZIONE PER LA RIFORMA GIUDIZIARIA
Anche nel piano d'azione preparato nell'ambito della Strategia di Riforma Giudiziaria del Ministero della Giustizia, è stato dato spazio specifico a questo problema. È stato sottolineato che, nelle cause civili, il mancato adempimento da parte di persone ed enti estranei al processo alle richieste di informazioni e documenti avanzate dai tribunali tramite ordinanze interlocutorie allunga gravemente i procedimenti.
Nel piano d'azione è stato evidenziato che collegare a sanzioni penali l'inosservanza intenzionale delle ordinanze interlocutorie dei tribunali o l'ostacolo al processo aumenterà l'efficacia del sistema giudiziario. In linea con il piano, si prevede che le sanzioni penali da applicare in caso di mancata risposta entro i termini alle richieste scritte dei tribunali entrino in vigore entro quest'anno.