Multa per discriminazione alla TRT dopo le accuse di molestie: arriva la sentenza nella battaglia legale di una dipendente
L'Istituto turco per i diritti umani e l'uguaglianza (TİHEK) ha stabilito che assegnare una dipendente sotto la supervisione di un vicedirettore da lei accusato di molestie costituisce discriminazione, condannando la TRT a una sanzione amministrativa di 204 mila lire turche.
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Una dipendente in servizio presso la direzione della TRT di Çukurova ha presentato ripetute denunce all'ente, sostenendo di essere stata molestata nel 2014 da M.K., uno dei tecnici dell'istituzione. Nonostante le accuse di molestie, la dipendente, indicata come vittima, è stata rimossa dal suo incarico e costretta a lavorare sotto la direzione di M.K., la stessa persona contro cui aveva sporto denuncia. Il caso è stato quindi portato all'attenzione dell'Istituto turco per i diritti umani e l'uguaglianza (TİHEK).
Secondo quanto dichiarato dalla dipendente, nonostante avesse segnalato per iscritto all'ente le molestie e le minacce subite dopo una discussione con M.K., le sue denunce sono state liquidate con un semplice avvertimento. M.K. è stato promosso in breve tempo alla carica di vicedirettore. La dipendente, pur avendo lavorato in diversi reparti, nel 2024 è stata nuovamente costretta a lavorare sotto l'autorità di M.K.
La dipendente ha messo a verbale la sua protesta scrivendo: "Non ritengo corretto che questa assegnazione comporti il dover lavorare insieme alla persona da cui ho subito ripetute molestie in passato". Nonostante ciò, la direzione della TRT ha insistito sulla decisione di assegnazione. In seguito a questi eventi, la vittima ha avviato un percorso legale, rivolgendosi alla Procura della Repubblica per l'accusa di molestie sessuali e al TİHEK per discriminazione.
La Procura ha archiviato il caso, motivando la decisione con il fatto che i fatti risalivano al periodo 2013-2014, con l'insufficienza di prove e con la mancata presentazione della denuncia nei termini previsti. Tuttavia, il TİHEK ha stabilito che costringere la donna a lavorare nello stesso reparto con lo stesso superiore, nonostante anni di denunce e la condizione di vittima, costituisce una violazione del divieto di discriminazione.
Nella motivazione della sentenza redatta dall'Istituto si legge che "il dipendente non è tenuto a dimostrare di aver subito mobbing o discriminazione, poiché spetta essenzialmente al datore di lavoro provare di non aver attuato alcuna discriminazione". La TRT si è difesa sostenendo che l'operazione fosse dettata da esigenze di servizio aziendale e dall'esercizio del potere discrezionale. Tuttavia, l'ente non è stato in grado di supportare tali giustificazioni con dati concreti.
Nella sentenza è stata fatta la seguente valutazione: "Il fatto che la ricorrente sia stata rimossa dal suo incarico attuale e assegnata sotto la direzione del vicedirettore M.K., contro il quale aveva presentato ripetute denunce, crea la forte convinzione che sia stata punita a causa delle sue segnalazioni. L'ente interessato avrebbe dovuto dimostrare che tale assegnazione non fosse finalizzata a vittimizzare la dipendente; tuttavia, non è stata fornita una spiegazione sufficiente. Di conseguenza, è stata accertata la violazione del divieto di discriminazione".
L'Istituto turco per i diritti umani e l'uguaglianza, giungendo alla conclusione che la TRT ha violato il divieto di discriminazione, ha inflitto all'ente una sanzione amministrativa di 204 mila lire turche. La decisione è stata presa a maggioranza.