Mentre riprende il processo all'IBB, torna in primo piano l'avvertimento sulla 'detenzione illegittima' contenuto nella sentenza Ergenekon

L'avvocato Hüseyin Buzoğlu ha sottolineato che le decisioni di proseguire una detenzione illegittima potrebbero essere considerate come reato di "privazione della libertà personale".

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Mentre le udienze del processo all'IBB riprendono oggi, la sentenza della Corte di Cassazione relativa al processo Ergenekon è tornata al centro del dibattito. L'avvocato Hüseyin Buzoğlu, uno dei nomi processati durante il periodo Ergenekon, ha richiamato l'attenzione sul fatto che le decisioni di proseguire una detenzione illegittima potrebbero avere conseguenze sotto il profilo del diritto penale.

Buzoğlu ha ricordato la sentenza dell'8ª Sezione Penale della Corte di Cassazione del 26 giugno 2024, n. E: 2018/7 e K: 2024/43. Nella sentenza si afferma che alcuni giudici che hanno prestato servizio durante le indagini e il processo Ergenekon sono stati condannati a 20 anni e 3 mesi di reclusione per il reato di "privazione della libertà personale" a causa delle decisioni di proseguire detenzioni ingiuste.

Le udienze del processo all'IBB sono riprese.

L'ENFASI SULLA 'MOTIVAZIONE FORMULARE' NELLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Nella sentenza della Corte di Cassazione sono state criticate la mancata analisi efficace delle condizioni di detenzione, la mancata considerazione della fase in cui si trova il fascicolo e l'adozione di decisioni basate su motivazioni ripetitive. La sentenza annovera tra i motivi di illegittimità il fatto che le decisioni di proseguire la detenzione non siano state individualizzate e che non sia stato spiegato in modo concreto perché le misure di controllo giudiziario non sarebbero sufficienti.

Nella parte pertinente della sentenza, si afferma che nelle decisioni relative alla prosecuzione dello stato di detenzione degli imputati sono state utilizzate "motivazioni astratte, formulari e apparenti, che si limitano a fare riferimento alle decisioni precedenti". La Corte di Cassazione ha valutato che questa pratica costituisce una violazione dell'articolo 19 della Costituzione, che disciplina il diritto alla libertà e alla sicurezza personale.

Barriere di sicurezza visibili davanti alle aule di tribunale.

Il richiamo di Buzoğlu è emerso con la valutazione che le decisioni relative agli esami della detenzione nel processo all'IBB rivestono importanza in termini di standard di giustificazione giuridica. Nella sentenza della Corte di Cassazione era stato sottolineato che le ragioni della detenzione devono essere affrontate separatamente per ogni imputato e che deve essere osservato l'equilibrio di proporzionalità nelle misure cautelari.