La prima misura legislativa del processo per una 'Turchia senza terrorismo' approvata dalla Commissione Giustizia
La proposta di legge di 12 articoli è stata approvata dalla Commissione Giustizia della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) dopo discussioni tese; dall'opposizione sono giunte critiche sul processo e sull'amnistia.
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La "Proposta di legge sulla solidarietà nazionale e il rafforzamento dell'integrazione sociale", composta da 12 articoli e presentata come primo passo legislativo del nuovo processo di risoluzione che il governo definisce "Turchia senza terrorismo", è stata approvata dalla Commissione Giustizia della TBMM.
La proposta, che porta la firma di 367 deputati tra cui quelli di AKP, CHP, MHP, DEM Parti, HÜDA PAR, Yeni Yol Grubu e DSP, prevede il differimento da 5 a 10 anni delle indagini e dei procedimenti giudiziari relativi ad alcuni reati, l'istituzione di una Commissione di monitoraggio all'interno della TBMM e la creazione di un comitato speciale presieduto dal Vicepresidente della Repubblica.
Le riunioni della commissione sono state teatro di frequenti dibattiti a causa della portata e del significato politico della proposta. Il presidente della commissione, Cüneyt Yüksel, ha sostenuto che il provvedimento non costituisce un'amnistia, come invece sostenuto dall'opinione pubblica. Yüksel ha dichiarato: "Non si tratta di un provvedimento che elimina le sentenze di condanna, modifica la natura giuridica dei reati o rimuove la responsabilità penale".
Il vicecapogruppo dell'AKP, Abdulhamit Gül, ha affermato che la proposta è stata preparata con un ampio consenso politico, aggiungendo che il numero di firme rappresenta un "consenso storico senza precedenti". Anche il vicepresidente dell'MHP, Feti Yıldız, ha espresso sostegno al provvedimento, dichiarando: "Sosteniamo fino in fondo una Turchia senza terrorismo".
DIBATTITO SU ÖCALAN IN COMMISSIONE
Uno dei temi più tesi delle discussioni è stato il dibattito su Abdullah Öcalan. Il vicecapogruppo dell'İYİ Parti, Uğur Poyraz, facendo riferimento ai ringraziamenti del presidente della commissione verso coloro che hanno avuto un ruolo nel processo, ha detto: "Credo che abbiate dimenticato di ringraziare il detenuto per terrorismo Abdullah Öcalan, che si trova a İmralı, per quanto riguarda la sua ricetta e il suo metodo". Queste parole hanno suscitato reazioni tra i banchi della maggioranza.
Il dibattito si è acceso ulteriormente durante l'intervento della vicecapogruppo del DEM Parti, Gülistan Kılıç Koçyiğit. Confrontando il processo con i passaggi storici del periodo di fondazione della Repubblica di Turchia, Koçyiğit ha affermato: "Ciò che è in gioco è il futuro delle relazioni turco-curde". Quando Koçyiğit, tra i nomi ringraziati, ha menzionato oltre al Presidente Recep Tayyip Erdoğan e al leader dell'MHP Devlet Bahçeli anche Öcalan, i deputati dell'İYİ Parti hanno reagito duramente.
L'İYİ Parti ha sostenuto che la proposta costituisce di fatto un'amnistia ed è incostituzionale, chiedendo che il provvedimento venga prima esaminato dalla Commissione Costituzionale. Le richieste del partito affinché le discussioni fossero trasmesse in diretta e la riunione si tenesse in una sala più grande non sono state accolte.
Il fronte del CHP e del Yeni Parti ha espresso le proprie obiezioni fondamentali al provvedimento sul tema della democratizzazione. Il vicecapogruppo del Yeni Parti, Murat Emir, ha dichiarato: "Senza democratizzazione non si può risolvere nemmeno la questione curda", mentre il vicecapogruppo del CHP, İnan Akgün Alp, ha sottolineato che il processo deve essere condotto parallelamente a passi di democratizzazione.
Le conseguenze della proposta sul sistema di giustizia penale vengono valutate anche insieme ai dibattiti sulla popolazione carceraria in Turchia. Secondo i dati condivisi dall'economista İnan Mutlu, ad agosto in Turchia ci sono 504 detenuti ogni 100 mila abitanti. Mutlu ha sottolineato che questo tasso segna il livello più alto nella storia della Turchia.
Si prevede che la proposta approvata in commissione arrivi all'ordine del giorno dell'Assemblea Generale. Mentre il provvedimento viene difeso dal governo con l'obiettivo dell'integrazione sociale e del silenzio delle armi, diverse ali dell'opposizione continuano a criticare la proposta per la sua natura di amnistia, la sua dimensione costituzionale e la mancanza di democratizzazione.