L'ottavo pacchetto giudiziario limiterà il ricorso individuale? Se ne occuperà quella commissione!
Emergono i dettagli del nuovo pacchetto giudiziario: viene eliminata la conciliazione per i reati di diffamazione e arrivano restrizioni per il ricorso individuale alla Corte Costituzionale. Le istanze relative alla violazione dei diritti saranno ora esaminate dalla "Commissione per i risarcimenti" del Ministero della Giustizia anziché dalla Corte Costituzionale.
12punto
Il Ministro della Giustizia Yılmaz Tunç ha annunciato che l'ottavo pacchetto giudiziario "arriverà in Parlamento entro la fine di febbraio", e i dettagli iniziano a delinearsi.
Il pacchetto include "l'eliminazione della conciliazione per i reati di diffamazione", "l'obbligo per chi riceve una condanna a due anni di scontare almeno cinque mesi in carcere" e disposizioni volte a limitare i ricorsi individuali alla Corte Costituzionale (AYM), istituzione finita nel mirino del governo dopo la sentenza sul caso Can Atalay.
"IL DETTAGLIO DELLA COMMISSIONE PER I RISARCIMENTI"
Con una disposizione transitoria, i ricorsi pendenti dinanzi alla Corte Costituzionale al 9 marzo 2023, basati sulla violazione del diritto a un processo entro un termine ragionevole, sono stati trasferiti alla Commissione per i risarcimenti sui diritti umani del Ministero della Giustizia. Secondo quanto riportato da Selda Güneysu di Cumhuriyet, tale disposizione sarà resa permanente nell'ottavo pacchetto giudiziario. Di conseguenza, le istanze relative alla perdita di diritti derivante dal "superamento dei tempi ragionevoli di giudizio" saranno presentate alla "Commissione per i risarcimenti" del Ministero della Giustizia anziché alla Corte Costituzionale. Solo in caso di decisione contraria da parte della Commissione sarà possibile presentare un ricorso individuale alla Corte Costituzionale.
CAPACITÀ DELLE CARCERI
Il Ministro della Giustizia Tunç aveva annunciato che, per "eliminare la percezione di impunità nella società", il pacchetto includerà una norma in base alla quale chi riceve una condanna a due anni "potrà scontare almeno cinque mesi in carcere", introducendo così "una libertà vigilata proporzionata alla pena".
Tuttavia, si vocifera che questa situazione potrebbe "creare problemi" in relazione alle attuali condizioni carcerarie. Facendo notare che il numero di detenuti nelle carceri è "già molto elevato", si commenta che "se con questa norma tutti entreranno in carcere per almeno 5 mesi, la capacità attuale delle strutture sarà superata".
LA "CONCILIAZIONE" VIENE ELIMINATA
Si afferma che un'altra disposizione contenuta nell'ottavo pacchetto giudiziario sia volta a "eliminare la conciliazione per i reati di diffamazione". Ai sensi dell'articolo 253 dell'attuale Codice di procedura penale, i reati la cui indagine e il cui perseguimento dipendono da querela rientrano nell'ambito della "conciliazione". Anche i reati di diffamazione sono valutati in questo ambito. Tuttavia, il reato di diffamazione commesso contro un pubblico ufficiale a causa delle sue funzioni e il reato di diffamazione contro il Presidente non sono considerati reati soggetti a conciliazione. Con una norma che sarà inclusa nel nuovo pacchetto, il governo mira a eliminare la "conciliazione" per i reati di diffamazione.