Disposti provvedimenti cautelari sul patrimonio di Mustafa Yazıcı, figlio di Hayati Yazıcı, nell'ambito dell'inchiesta sui fondi

È stato riferito che, nell'ambito dell'inchiesta sui fondi condotta dalla Procura della Repubblica di Istanbul, è stato emesso un provvedimento cautelare sul patrimonio di Mustafa Yazıcı.

12punto

Nel fascicolo noto all'opinione pubblica come "inchiesta sui fondi", è stato reso noto che sono stati disposti provvedimenti cautelari sul patrimonio di Mustafa Yazıcı, figlio di Hayati Yazıcı, vicepresidente dell'AKP responsabile degli Affari politici e legali.

L'inchiesta è condotta dall'Ufficio investigativo per i reati di finanziamento al terrorismo e riciclaggio, dipendente dalla Procura della Repubblica di Istanbul.

Nel fascicolo si esaminano le accuse di "riciclaggio di valori patrimoniali derivanti da reato", disciplinato dall'articolo 282 del Codice penale turco n. 5237, e di violazione della Legge sui mercati dei capitali n. 6362.

La decisione è stata annunciata dal deputato del TİP Ahmet Şık tramite il suo account sui social media.

Nel suo post, Şık ha incluso anche i documenti inviati dall'ufficio che conduce l'inchiesta alle istituzioni competenti.

Nell'inchiesta condotta sulla truffa dei fondi, sono stati disposti provvedimenti cautelari anche sul patrimonio di Mustafa Yazıcı, figlio di Hayati Yazıcı, uno dei fondatori dell'AKP, ex ministro e attuale vicepresidente dell'AKP responsabile degli Affari politici e legali.

— Ahmet Şık

LE ACCUSE NEI DOCUMENTI DELL'INCHIESTA

Nei documenti dell'inchiesta si afferma che sono pervenute segnalazioni secondo cui azioni scambiate nel Mercato azionario di Borsa İstanbul sarebbero state oggetto di manipolazioni attraverso il settore della gestione patrimoniale e i fondi, e che in questo contesto è stata avviata un'indagine d'ufficio.

Nei documenti si sostiene che in alcuni titoli gli aumenti di valore abbiano raggiunto circa 100 volte il valore iniziale, che tali movimenti siano stati valutati come "movimenti di prezzo anomali" e che gran parte delle azioni sia stata raccolta tramite fondi. È stata inclusa la valutazione secondo cui, nei titoli acquistati tramite operazioni di fondi, sono aumentati sia il valore azionario della società che il valore dei fondi stessi.

Nella nota della Procura si sostiene che, analizzando congiuntamente il valore di mercato, il capitale, il patrimonio netto e le dichiarazioni degli utili periodici delle società, vi sia una differenza di tipo "abissale" tra i prezzi di negoziazione correnti di alcune azioni e i loro valori contabili.

Nei documenti si sostiene inoltre che i titolari dei fondi abbiano acquistato individualmente le relative azioni, che tali acquisti abbiano creato domanda facendo salire i prezzi e che, successivamente, con la vendita delle azioni ai fondi, si sia verificato un nuovo aumento sia del valore azionario che di quello dei fondi. Si afferma che in questo processo sia stato ottenuto un profitto attraverso un rialzo artificiale e che si sia formato un forte sospetto di reato in relazione al crimine di manipolazione del mercato.

Nella nota si rileva inoltre che, in conformità con la decisione dell'Organo decisionale del Consiglio dei mercati dei capitali del 17 settembre 2026, è stato accertato che 131 fondi sono stati chiusi alle operazioni di acquisto e vendita su TEFAS.

La Procura ha richiesto l'adozione di misure cautelari su operazioni che riducono il patrimonio, come trasferimenti, vendite, donazioni, ipoteche, pegni, chiusure di conti, prelievi di contanti di importo elevato, bonifici EFT/trasferimenti, includendo anche le persone fisiche interessate, i loro coniugi e figli. È stato richiesto che, per tali richieste, venga acquisito il parere della Procura prima di procedere e che le operazioni sospette vengano segnalate senza indugio.

Inoltre, è stato richiesto di notificare l'Associazione delle banche turche, l'Associazione delle banche di partecipazione turche e l'Associazione dei notai turchi; è stato richiesto di identificare i beni registrati presso la Direzione generale del catasto, la Direzione generale degli affari marittimi e la Direzione generale dell'aviazione civile. Nei documenti è stato anche richiesto il congelamento degli strumenti del mercato dei capitali nei conti delle persone interessate e la notifica al MASAK per quanto riguarda le operazioni che riducono il patrimonio.