Dichiarazione della TBB su 'sharia' e 'califfato': È una rivolta contro l'ordine costituzionale! ÇEDES, Scuola di Fanteria, Yusuf Tekin...

L'Unione degli Ordini degli Avvocati della Turchia (TBB) ha pubblicato una dichiarazione in cui esprime la propria reazione ai recenti e crescenti appelli a favore della sharia e del califfato. Nel documento, oltre a richiamare l'attenzione sull'articolo 14/1 della Costituzione, vengono affrontate questioni che hanno suscitato polemiche, come il protocollo ÇEDES, gli eventi presso la Scuola di Fanteria di Tuzla, le dichiarazioni del Ministro dell'Istruzione Yusuf Tekin sulle 'ONG' e gli appelli al califfato avvenuti all'Anıtkabir.

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L'Unione degli Ordini degli Avvocati della Turchia (TBB) ha pubblicato una dichiarazione in cui esprime la propria reazione ai recenti e crescenti appelli a favore della sharia e del califfato. La TBB, facendo riferimento alla Costituzione, ha utilizzato l'espressione "è una rivolta contro la Repubblica".

RICHIAMATO L'ARTICOLO 14/1 DELLA COSTITUZIONE

La dichiarazione rilasciata è la seguente:

"Gli sviluppi che si sono susseguiti nei primi giorni del nuovo secolo della nostra Repubblica rendono necessario sottolineare ancora una volta i valori fondanti della Repubblica, nonché i principi e le disposizioni preliminari della Costituzione.

È inaccettabile ignorare, sotto il pretesto della libertà di espressione, gli espliciti appelli al califfato e alla sharia lanciati da un gruppo durante un raduno organizzato per solidarizzare con il popolo palestinese e reagire agli attacchi che equivalgono a un genocidio. Infatti, ai sensi dell'articolo 14/1 della Costituzione, nessuno dei diritti e delle libertà sanciti dalla Costituzione può essere esercitato sotto forma di attività volte a eliminare la Repubblica democratica e laica basata sui diritti umani.

La filosofia fondante della Repubblica si basa sui seguenti principi:

- Piena indipendenza contro l'imperialismo,

- Sovranità nazionale contro ogni forma di autorità personale,

- Visione del mondo laica e civiltà contemporanea guidata dalla ragione e dalla scienza contro l'oscurantismo,

- Pace nel Paese, pace nel mondo, proteggendo l'unità e l'integrità nazionale contro ogni tipo di minaccia.

ÇEDES, RICHIESTA DI SHARIA ALL'ANITKABIR, YUSUF TEKİN..

Mentre gli sviluppi negativi nel mondo e nel nostro Paese dimostrano che, entrando nel secondo secolo della nostra Repubblica, dobbiamo aderire più fermamente ai principi della sua filosofia fondante, alcune azioni e discorsi che ignorano completamente questi principi sono preoccupanti per il nostro Paese.

Nell'ambito del progetto ÇEDES, le lezioni impartite agli studenti in età evolutiva da parte di funzionari religiosi privi di formazione pedagogica, sotto il nome di “educazione ai valori” e in modo incompatibile con la Legge Fondamentale sull'Istruzione Nazionale n. 1739; il discorso del Ministro dell'Istruzione Nazionale Yusuf Tekin sotto il tetto della Grande Assemblea Nazionale Turca, volto a legittimare la presenza di strutture settarie nelle istituzioni educative sotto il nome di fondazioni o associazioni; il caso del sottotenente che, il 10 novembre presso la Scuola di Fanteria di Tuzla, si è rifiutato di indossare la foto di Atatürk nonostante l'ordine ricevuto, e le successive discussioni; e infine, la richiesta di sharia fatta denigrando la nostra Repubblica alla presenza spirituale del nostro Padre (Ata) all'Anıtkabir, possono essere annoverati come esempi recenti di tali pratiche e incidenti.

"LA REPUBBLICA DI TURCHIA È UNO STATO DI DIRITTO LAICO E SOCIALE"

Come sancito dall'articolo 2 della Costituzione della Repubblica di Turchia, che non può nemmeno essere proposto per la modifica, essa è uno Stato di diritto democratico, laico e sociale, rispettoso dei diritti umani, legato al nazionalismo di Atatürk e basato sui principi fondamentali sopra menzionati.

Consapevoli che tra i principali motivi di esistenza dell'Unione degli Ordini degli Avvocati della Turchia vi è la protezione dello stato di diritto e dei diritti umani, informiamo l'opinione pubblica che continueremo a lottare per proteggere la filosofia fondante della Repubblica e i principi di Atatürk contro ogni azione e discorso contrario all'ordine costituzionale."