Dichiarazione del Ministro Tunç sull'arresto di Altaylı! 'Dietro il velo del giornalismo...'

Il Ministro della Giustizia Yılmaz Tunç ha rilasciato dichiarazioni sul suo account social in merito all'arresto del giornalista Fatih Altaylı, affermando che le espressioni contenenti insulti e minacce non possono essere considerate rientranti nella libertà di pensiero.

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Il Ministro della Giustizia Yılmaz Tunç ha rilasciato una dichiarazione sul suo account social in merito all'arresto del giornalista Fatih Altaylı.

 

Tunç ha scritto quanto segue: 

"È assolutamente inaccettabile che, in una trasmissione sui social media, venga rivolta al nostro stimato Presidente l'accusa calunniosa di essere un "dittatore" basandosi su un'affermazione infondata e completamente inventata di una "presidenza a vita"; si tratta di una propaganda nera che contiene insulti e incitamenti alla violenza, lontana dalla realtà storica e basata su esempi falsi ed errati.

L'insulto e la minaccia non possono essere considerati, in nessun ordinamento giuridico democratico, parte della libertà di pensiero e di espressione. La libertà di espressione non può essere un pretesto per attacchi che prendono di mira i diritti personali, l'ordine pubblico, i valori della nostra nazione e le istituzioni costituzionali dello Stato.

Come requisito del principio dello Stato di diritto, nessuno ha il diritto di fare dichiarazioni contenenti insulti e minacce con espressioni brutte e inappropriate come quella di dittatura nei confronti del nostro Presidente. La minaccia e l'insulto non possono essere legittimati nascondendosi dietro il velo del giornalismo.

La procura che conduce l'indagine sta svolgendo il proprio dovere con l'autorità derivante dalla Costituzione e dalle leggi, senza fare distinzioni tra persone o titoli. Nessuna autorità o persona può dare istruzioni alla magistratura.

Non bisogna dimenticare che, nelle società democratiche, il confine tra critica e reato è netto. Quando questo confine tracciato dalla legge viene superato, non ci si dovrebbe sentire a disagio per l'attivazione dei necessari meccanismi giudiziari."