La Corte Costituzionale annulla un decreto presidenziale
La Corte Costituzionale ha annullato il decreto presidenziale relativo alla creazione di posizioni di assistente giudice e procuratore. È stato stabilito un periodo di 9 mesi affinché la decisione diventi effettiva.
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La Corte Costituzionale, con una decisione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, ha annullato il decreto presidenziale volto a istituire posizioni di assistente giudice e procuratore presso il Ministero della Giustizia. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ha precisato che tutti i processi relativi alla professione di giudice e procuratore devono essere regolati per legge, in conformità con i principi di indipendenza della magistratura e di garanzia della funzione giudiziaria.
Secondo quanto riportato da ANKA, nelle motivazioni della decisione, facendo riferimento all'articolo 140 della Costituzione, è stato sottolineato che le qualifiche dei giudici e dei procuratori, inclusi i periodi di candidatura e ammissione, devono essere disciplinate per legge. La Corte Costituzionale aveva già ribadito in precedenti sentenze che coloro che accedono a questa professione devono godere di garanzie costituzionali fin dal momento della candidatura e durante tutto il periodo di tirocinio.
Il Partito Popolare Repubblicano (CHP) aveva presentato ricorso alla Corte Costituzionale per l'annullamento di alcuni articoli del "Decreto presidenziale relativo all'istituzione di posizioni presso alcuni enti e istituzioni pubbliche e all'annullamento di alcune posizioni". La Corte, esaminando il ricorso nel merito, ha annullato le disposizioni del decreto relative al Ministero della Giustizia. La decisione di annullamento entrerà in vigore tra 9 mesi.