Condivisi i dati riservati di 136 celebrità, tra cui Şeyma Subaşı, Aleyna Tilki e Serenay Sarıkaya
Presso un ufficio del catasto di Istanbul, due dipendenti hanno effettuato ricerche sui dati immobiliari e anagrafici di 136 personaggi famosi, condividendoli con persone non identificate. Nello scandalo emerso, i due dipendenti, accusati di aver consultato e condiviso con soggetti non autorizzati i dati immobiliari di 136 celebrità, tra cui Aleyna Tilki, Serenay Sarıkaya, Sinem Kobal e Şeyma Subaşı, erano stati condannati a 3 anni, 1 mese e 15 giorni di reclusione. Tuttavia, a seguito di un ricorso, il Tribunale Regionale d'Appello ha emesso una decisione diversa dopo aver esaminato il fascicolo.
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Due dipendenti in servizio presso l'Ufficio del Catasto di Fatih sono stati protagonisti di uno scandalo.
A seguito di una segnalazione, è emerso che alcuni dipendenti dell'Ufficio del Catasto avrebbero condiviso con persone non autorizzate dati immobiliari, che costituiscono dati personali. Nei confronti delle persone identificate, che secondo le indagini effettuavano ricerche sui nomi forniti da agenti immobiliari e intermediari, sono state avviate indagini sia in sede giudiziaria che amministrativa.
Nell'ambito dell'indagine giudiziaria avviata dalla Procura della Repubblica di Istanbul, è stato accertato che i funzionari del catasto, identificati come Rıza K. e Yusuf D., avevano avuto accesso, senza averne l'autorizzazione, ai registri immobiliari e anagrafici di un totale di 136 persone. In seguito a tale accertamento, anche il Consiglio di Ispezione della Direzione Generale del Catasto del Ministero dell'Ambiente e dell'Urbanizzazione ha avviato un'indagine sui due dipendenti.
I NOMI FAMOSI PRESENTI NELLA LISTA
Il Consiglio di Ispezione ha preparato un rapporto preliminare sui dipendenti. Nel rapporto è emerso che le persone di cui Rıza K. e Yusuf D. avevano consultato i dati immobiliari e anagrafici senza autorizzazione appartenevano al mondo dell'arte e degli affari. Il rapporto ha rivelato che tra le centinaia di celebrità figuravano İrem Sak, Simge Sağın, Bensu Soral, Burcu Biricik, Mazhar Alanson, Serdar Ortaç, Nagehan Alçı, Bade İşcil, Yasmin Erbil e Serenay Sarıkaya.
È stato inoltre accertato che i dipendenti del catasto, dopo aver ottenuto il codice identificativo (TC Kimlik Numarası) di 43 celebrità di cui controllavano gli immobili, accedevano al Portale dell'Anagrafe e della Cittadinanza per effettuare verifiche su coniugi, fratelli, madri e padri. Mentre è emerso dal sistema che i sospettati hanno compiuto tale pratica ripetutamente, è stato anche rilevato che Rıza K. e Yusuf D. avevano ottenuto l'accesso agli Uffici del Catasto di Manavgat e Beşiktaş, acquisendo informazioni anche su immobili già venduti in precedenza.
CONDANNATI ALLA RECLUSIONE
Al termine dell'indagine, la Procura, ritenendo che i due sospettati in servizio presso il catasto avessero avuto accesso a dati personali senza autorizzazione, come confermato dal rapporto preliminare preparato dal Ministero, ha deciso che dovessero essere puniti e ha formulato un atto d'accusa nei loro confronti.
I due sospettati, processati presso il Tribunale Penale di Primo Grado per il reato di 'Acquisizione illecita di dati personali', sono stati condannati a 3 anni, 1 mese e 15 giorni di reclusione per aver acquisito illegalmente dati personali.
Dopo la condanna, il fascicolo è stato inviato al Tribunale Regionale d'Appello in seguito a un ricorso. Dopo l'esame, è stato dichiarato che la pena inflitta ai due dipendenti del catasto era stata applicata solo una volta, il che non era considerato sufficiente.
Nella decisione, in cui si spiega che ognuna delle 136 celebrità presenti nel fascicolo è stata vittima separatamente e che pertanto la condanna avrebbe dovuto essere comminata per ogni singola vittima, è stato precisato che, non essendoci stato alcun ricorso da parte delle vittime, la decisione è rimasta limitata a una dimensione di critica. (Sabah)