Avvertimento dell'ex presidente del MASAK Başak sul sequestro dei beni nell'indagine sui Gökçek
Ramazan Başak, sottolineando la gravità dei presunti movimenti di denaro nell'indagine sulla famiglia Gökçek, ha sostenuto che i loro beni dovrebbero essere sottoposti a sequestro.
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L'ex presidente del Consiglio di investigazione sui crimini finanziari (MASAK), Ramazan Başak, ha rilasciato alcune valutazioni in merito all'indagine per "trasferimento di denaro non registrato" condotta dalla Procura della Repubblica di Ankara nei confronti della famiglia Gökçek.
Nel suo intervento sui social media, Başak ha richiamato l'attenzione sui depositi di contanti fisici nei conti bancari di Hülya e Ahmet Gökçek, menzionati nella richiesta di rinvio a giudizio, e sulla presunta discrepanza tra la loro situazione economica e i movimenti di denaro.
L'ex presidente del MASAK, sottolineando la gravità delle accuse e degli importi in questione, ha sostenuto che l'iter legale richiede l'adozione di misure cautelari sui beni degli indagati.
“Gli importi sono ingenti e le accuse sono molto gravi.”
Başak ha precisato che, secondo la normale procedura legale, potrebbe essere applicato l'articolo 128 del Codice di procedura penale, intitolato "Sequestro di beni immobili, diritti e crediti". Ha inoltre affermato che, nei casi in cui vi sia il rischio di ritardi, i beni indicati nel rapporto del MASAK dovrebbero essere sequestrati in conformità con l'articolo 17 della legge n. 5549 sulla prevenzione del riciclaggio di denaro, intitolato "Misure cautelari".
Nella sua dichiarazione, Başak ha anche richiamato l'attenzione sulla possibilità che i beni vengano trasferiti a terzi, avvertendo che, in assenza di misure cautelari, il procedimento potrebbe risultare inefficace. È stato reso noto che l'iter legale relativo alle accuse contenute nell'indagine è gestito dalla Procura della Repubblica di Ankara.