La decisione di 'non luogo a procedere' nell'omicidio Minguzzi aveva suscitato grandi polemiche! Arriva la dichiarazione del Ministro della Giustizia
Nel processo relativo all'omicidio del quattordicenne Mattia Ahmet Minguzzi, accoltellato a Kadıköy, la decisione di non procedere poiché l'arma del delitto non è stata considerata un "coltello proibito" ha suscitato forti reazioni nell'opinione pubblica. In risposta alle critiche, il Ministero della Giustizia ha dichiarato: "Qualsiasi strumento, quando utilizzato per commettere un reato, viene considerato un'arma. Questa condizione è chiaramente definita nel Codice Penale Turco".
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La decisione di non procedere per il possesso dell'arma utilizzata nell'omicidio del quattordicenne Mattia Ahmet Minguzzi, accoltellato in un mercatino dell'usato a Kadıköy, Istanbul, in quanto non considerata un coltello proibito, aveva scatenato grandi polemiche.
A seguito di tali reazioni, il Ministero della Giustizia ha rilasciato una dichiarazione specificando che il coltello utilizzato non rientrava tecnicamente nella categoria degli oggetti proibiti, ma che, essendo stato usato per commettere un omicidio, è considerato un'arma del delitto.
Nella dichiarazione si legge: "In conclusione, un coltello da pane che usiamo in casa non costituisce reato ai sensi della legge 6136. Se uccidete o ferite qualcuno con un coltello da pane, l'arma in questione viene considerata corpo del reato".
LA DECISIONE DI NON LUOGO A PROCEDERE HA SCATENATO FORTI REAZIONI
Nell'omicidio Minguzzi, l'esame criminalistico sul coltello utilizzato dall'imputato detenuto B.B. aveva stabilito che l'arma del delitto 'non rientrava tra i coltelli di natura proibita'. Di conseguenza, è stata emessa una decisione di non luogo a procedere nei confronti di B.B. per il reato di "acquisto, trasporto o detenzione non autorizzata di coltelli o altri strumenti".
LA MOBILITAZIONE SUI SOCIAL MEDIA
Dopo l'annuncio di questa decisione, si è formata una grande ondata di indignazione, specialmente sui social media. In seguito a queste reazioni, il Ministero della Giustizia ha rilasciato una dichiarazione scritta, affermando di voler chiarire un punto oggetto di malintesi riguardo alle notizie sul fatto che il coltello utilizzato nell'omicidio non fosse considerato illegale e che non si fosse proceduto penalmente.
Nella dichiarazione si afferma: "Innanzitutto, tutti gli strumenti utilizzati durante la commissione di un reato sono armi. Ad esempio, se una persona lancia una pietra contro un'altra e si verifica una lesione, la pietra in questione viene considerata un'arma. Questa situazione è stabilita dall'articolo 6 del Codice Penale turco (TCK)".
"A parte questo, l'articolo 4 della Legge n. 6136 sulle armi da fuoco, sui coltelli e su altri strumenti contiene l'elenco delle armi che costituiscono elemento di reato. Secondo questa legge, affinché i coltelli siano considerati armi, devono superare una certa dimensione. Allo stesso modo, è necessario che le armi da fuoco siano prive di licenza e che le munizioni siano state rinvenute in una certa quantità. La questione se coltelli di determinate lunghezze e forme costituiscano reato è una questione puramente tecnica ed è chiaramente specificata nella legge n. 6136."
"SE UCCIDETE QUALCUNO CON UN COLTELLO DA PANE, VIENE CONSIDERATO ARMA DEL DELITTO"
Nella dichiarazione, citando la disposizione dell'articolo 4 della legge, secondo cui "È vietata la fabbricazione di pugnali, daghe, stocchi, bastoni animati, coltelli a scatto, sciabole, spade, baionette, sciabole, coltelli a punta acuminata e scanalati, mazze, fruste con pomello, fili o catene da strangolamento, tirapugni e strumenti simili di natura speciale destinati esclusivamente all'attacco e alla difesa", si legge: "Se una persona detiene le armi elencate in questo articolo, agisce automaticamente in violazione della legge 6136. In conclusione; un coltello da pane che usiamo in casa non costituisce reato ai sensi della legge 6136. Se uccidete o ferite qualcuno con un coltello da pane, l'arma in questione viene considerata corpo del reato".