La scomparsa dell'architetto paesaggista Ece Gürel è legata alle pressioni sul lavoro? Arriva la dichiarazione del suo datore di lavoro
Ece Gürel, residente a Kağıthane, Istanbul, non dà più notizie di sé da quando, il 2 marzo, è uscita di casa per recarsi nella foresta di Belgrado. Proseguono le ricerche dell'architetto paesaggista, a cui partecipano anche l'AFAD e l'AKUT. La famiglia di Ece Gürel ha dichiarato che la donna subiva mobbing sul posto di lavoro. È giunta una dichiarazione dal datore di lavoro di Gürel.
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Di Ece Gürel non si hanno più notizie da quando, domenica pomeriggio, ha lasciato la sua casa nel quartiere Gültepe di Kağıthane, a Istanbul, dopo aver inviato un messaggio a un'amica in cui diceva di essersi recata nella foresta di Belgrado.
In seguito alla segnalazione dell'amica, numerosi team di ricerca e soccorso, in particolare AFAD e AKUT, hanno avviato le operazioni di ricerca nella foresta di Belgrado per ritrovare la donna, che risulta essere un architetto paesaggista.
'L'HANNO CHIUSA IN UNA STANZA CON 4-5 AVVOCATI'
Il parente di Gürel, Yusuf Çeştepe, ha dichiarato: "Per quanto ne so, non si tratta di una discussione con il marito. Il problema nasce sul posto di lavoro. Lavorava come segretaria in uno studio legale; ha un'esperienza di 10 anni. La sua professione è quella di architetto paesaggista. Si è laureata alla Facoltà di Scienze Forestali. Conosce bene la zona, non le è estranea, ha trascorso lì 4 anni di vita studentesca. Ama la natura, ama fotografare. È una persona che passeggia spesso in queste aree boschive. Insomma, ama posti del genere. Venerdì hanno licenziato Ece, le hanno fatto firmare un contratto in cui rinunciava alla liquidazione. L'hanno chiusa in una stanza con 4-5 avvocati. Non sappiamo che tipo di pressione psicologica abbia subito lì, cosa sia successo, che tipo di mobbing sia stato applicato. Non sappiamo nemmeno se sia stato un processo di una settimana o dieci giorni. I problemi di Ece sul lavoro sono iniziati quando ha nevicato. Quando ha nevicato, Ece ha detto 'Allora mi dimetto', e c'è stata una discussione tra loro. Successivamente, hanno fatto lavorare Ece per un'altra settimana. All'inizio della settimana hanno chiesto a Ece: 'Lavorerai?'. Lei ha risposto: 'Lavorerò, l'ho detto per rabbia, non mi dimetterò'. Il lunedì hanno detto 'va bene'. L'hanno fatta lavorare fino a venerdì; venerdì, alla fine dell'orario di lavoro, hanno chiamato Ece in una stanza. Le hanno detto: 'Visto che ti è scappata questa parola, firmerai'. Hanno fatto pressione su Ece e lei ha firmato".
'NON SAPPIAMO A QUALE STATO PSICOLOGICO SIA STATA ESPOSTA'
Çeştepe ha aggiunto: "Ece faceva meditazione, leggeva i tarocchi. Amava meditare, amava molto quelle cose che chiamano energia, era curiosa di quegli ambiti. Pensiamo che il motivo per cui è venuta qui sia proprio questo. Pensiamo che sia venuta per meditare. Pensiamo che sia venuta per rilassarsi, ma purtroppo non riusciamo a trovarla. Non sappiamo in che condizioni sia o come stia in questo momento. Aspettiamo, non vogliamo pensare al peggio per ritrovare Ece sana e salva. Una settimana fa dicevamo 'Non lo farebbe'. Non sappiamo a quale situazione sia stata esposta in questi 10 giorni. Speriamo di trovare Ece. Speriamo che sarà così. La nostra speranza è questa".
'CI SIAMO DETTI DI DARCI DEL TEMPO'
Dopo questa affermazione di Çeştepe, il datore di lavoro di Gürel, parlando a Ekol TV, ha dichiarato quanto segue:
"La scomparsa di Ece non ha nulla a che fare con il posto di lavoro. Lo dico sinceramente, credetemi. Ece stava lavorando; non è stata ancora licenziata. Ci siamo detti di darci del tempo. Il contratto di lavoro non è stato ancora risolto. Ece ha firmato per un periodo temporaneo."