Caso İnan Kıraç, polemica sugli onorari legali da 320 milioni di lire: l'avvocato rompe il silenzio
Il processo giudiziario avviato dopo la nomina di un tutore per l'imprenditore İnan Kıraç, della famiglia Koç, si sta allargando. L'avvocato Eşref Kaya, dell'Ordine degli Avvocati di Çorum, ha dichiarato di aver richiesto 320 milioni di lire turche come onorario legale per una causa da 3,2 miliardi di lire. Il pagamento di 128 milioni di lire è solo un anticipo. Kaya ha affermato: "Si parla come se non avessimo fatto nulla, ma non ho intascato nemmeno un centesimo".
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Dopo la presentazione di referti medici, l'imprenditore İnan Kıraç, una delle figure di spicco del mondo imprenditoriale turco, è stato sottoposto a tutela legale per decisione del tribunale. Per gestire le oltre 30 cause in cui Kıraç è parte in causa, è stato incaricato l'avvocato Eşref Kaya, iscritto al Foro di Çorum. Mentre l'onorario di Kaya è finito al centro del dibattito pubblico, i tutori hanno dichiarato in merito al pagamento di 128 milioni di lire: "Si tratta solo di un anticipo".
"IL VALORE DELLA CAUSA È DI 3,2 MILIARDI DI LIRE, IL MIO ONORARIO È DI 320 MILIONI"
L'avvocato Eşref Kaya, in una dichiarazione rilasciata a T24, ha precisato che il valore della causa ammonta a 3 miliardi e 198 milioni di lire e che, in conformità con la Legge sulla professione forense, ha diritto a un onorario pari al 10%, ovvero 320 milioni di lire. Kaya ha spiegato che, in questo contesto, gli è stato versato un anticipo di 128 milioni di lire, ma che tale somma non è ancora entrata nelle sue tasche.
"Si parla solo dell'entità economica. La percentuale del 10% è il limite minimo. 320 milioni di lire sono una cifra estremamente ragionevole considerando la complessità legale di questa causa. Ma viene presentato come se non avessi svolto alcun lavoro".
"NON HO RICEVUTO NEMMENO 1 LIRA, STO COPRENDO LE SPESE DI TASCA MIA"
Kaya ha sottolineato di non aver ricevuto alcun pagamento per il processo finora e di aver sostenuto tutte le spese personalmente:
"Da due mesi e mezzo faccio la spola con Istanbul e pago le spese di tasca mia. Si scrivono articoli come se avessi incassato cifre enormi in una causa per la quale non ho ricevuto nemmeno una lira".
"İPEK KIRAÇ È VENUTA CON UNA PROPOSTA DI ACCORDO"
Kaya ha sostenuto che İpek Kıraç, figlia di İnan Kıraç, gli avrebbe proposto un "accordo" in merito ad alcune cause, ma che tale proposta sarebbe stata respinta per ragioni etiche:
"Dopo la nomina del tutore per İnan Kıraç, tutte le vecchie procure sono diventate nulle. Sono stato incaricato io di seguire queste cause. Ma non abbiamo accettato le proposte fatte da sua figlia, perché abbiamo l'obbligo di proteggere gli interessi della persona sotto tutela, ovvero İnan Kıraç".
"IL PATRIMONIO DI İNAN KIRAÇ VIENE SACCHEGGIATO"
Kaya ha denunciato che alcune persone starebbero cercando di impossessarsi del patrimonio di Kıraç. Puntando il dito in particolare contro la moglie Emine Alangoya e la sua cerchia ristretta, Kaya ha dichiarato che dal conto di Kıraç sono stati prelevati 180 milioni di lire:
"Dal conto di İnan Kıraç sono stati prelevati 180 milioni di lire grazie all'operato dei collaboratori della Alangoya. Abbiamo presentato una denuncia penale a riguardo".
"È STATA APPLICATA LA TARIFFA MINIMA FORENSE"
Kaya ha affermato che il contratto di assistenza legale è stato redatto in piena conformità con il quadro normativo e che l'onorario è stato determinato in base al valore della causa, ai sensi dell'articolo 164 della Legge sulla professione forense:
"Abbiamo concordato il 10%. Questo è il limite minimo stabilito dalla legge. Non abbiamo deciso la cifra a nostro piacimento. Il tribunale ha approvato".
L'HSK HA AVVIATO UN'INDAGINE, LUI CHIEDE: "CHE VENGA L'ISPETTORE"
Kaya ha accolto con favore l'indagine avviata dal Consiglio dei giudici e dei pubblici ministeri (HSK) sul processo e ha dichiarato di aver richiesto l'intervento di un ispettore.
"HO LAVORATO GIORNO E NOTTE, NON HO SALTATO LE UDIENZE"
Respingendo le accuse secondo cui non avrebbe partecipato ad alcune udienze, Kaya ha sottolineato di aver lavorato fino all'alba e di aver partecipato attivamente a ogni fase del procedimento.
LA RISPOSTA ALLE CRITICHE SULLA PROVENIENZA DA ÇORUM
Rispondendo alle critiche sollevate dal fatto che sia iscritto al Foro di Çorum, Kaya ha sostenuto che la professione forense è ormai digitale e che le limitazioni geografiche non hanno più senso:
"L'anno scorso ero al Foro di Ankara, ora sono a Çorum. Ci sono molti avvocati di Ankara o Smirne che seguono cause a Istanbul. Nell'era digitale, l'avvocatura non è limitata dalla geografia".
Kaya ha aggiunto che le pratiche ordinarie a Çorum sono gestite dagli altri avvocati del suo studio legale, mentre lui si occupa personalmente solo delle grandi cause.