Valutazione sull'inflazione da Goldman: enfasi sui prezzi alimentari
Gli economisti di Goldman Sachs, Clemens Grafe e Başak Edizgil, hanno analizzato i dati sull'inflazione di novembre. Nella valutazione è stato indicato che i dati CPI dell'istituto statistico turco (TÜİK) sono coerenti con le previsioni di un taglio dei tassi da parte della Banca Centrale a gennaio.
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Gli economisti di Goldman Sachs, Başak Edizgil e Clements Grafe, hanno commentato l'inflazione mensile, attestatasi al 2,24%, un dato superiore alle aspettative. Nella valutazione è stato sottolineato che i dati CPI del TÜİK sono in linea con le previsioni precedentemente formulate riguardo a un taglio dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale della Repubblica di Turchia (TCMB) nel mese di gennaio.
Nella nota pubblicata da Goldman Sachs si legge: “Innanzitutto, continuiamo a ritenere che la TCMB debba osservare almeno due dati sull'inflazione che mostrino un rallentamento significativo nel trend dell'inflazione mensile”, aggiungendo che: “In secondo luogo, sebbene l'elevata inflazione alimentare derivante da shock dell'offerta sia considerata al di fuori del controllo della politica monetaria, riteniamo che la TCMB questa volta dovrà tenerne conto, data l'alta probabilità che gli effetti secondari siano forti nell'attuale contesto”.
ENFASI SUI PREZZI ALIMENTARI
Nel rapporto, riguardo all'inflazione alimentare, è stato inoltre osservato: “I prezzi alimentari sono piuttosto significativi e continuano a guidare le aspettative di inflazione, che rimangono elevate in Turchia. Un taglio dei tassi da parte della TCMB a dicembre potrebbe essere visto come un passo prematuro in un contesto di inflazione alimentare in aumento e potrebbe far sorgere il rischio di una nuova dollarizzazione. Inoltre, sebbene lo shock in sé sia temporaneo, nei regimi di alta inflazione la trasmissibilità di tali shock aumenta e si riflette più facilmente sulla componente core dell'indice CPI”.