Si apre la strada alla pensione per le casalinghe: proposta di legge in Parlamento

La proposta di 40 articoli presentata alla Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) prevede che il lavoro domestico venga conteggiato ai fini pensionistici, che i contributi siano coperti dal Tesoro e introduce misure di sostegno all'assistenza.

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È stata presentata alla TBMM una proposta di legge che mira a riconoscere all'interno del sistema di sicurezza sociale il lavoro di cura e le faccende domestiche svolte gratuitamente in casa. La proposta mira ad ampliare l'accesso delle casalinghe alla pensione e alla copertura sanitaria, a consentire a chi presta assistenza di beneficiare di servizi di supporto e a rafforzare la sicurezza sul lavoro per chi è impiegato nei servizi domestici.

Secondo quanto riferito dall'esperto capo dell'SGK İsa Karakaş, la proposta si compone di 40 articoli. Il provvedimento prevede che il lavoro non retribuito svolto in casa, come l'assistenza e le pulizie, venga conteggiato ai fini dell'anzianità contributiva e che i contributi pensionistici e sanitari delle casalinghe siano coperti dal Tesoro. Tra i punti della proposta figura anche la possibilità per chi lo desidera di aumentare l'importo della pensione versando contributi aggiuntivi.

Nella motivazione della proposta si sottolinea che il lavoro domestico non è solo un elemento della vita familiare, ma anche una delle componenti invisibili dell'economia. Secondo l'indagine sull'uso del tempo del 2025 dell'Istituto di Statistica Turco (TÜİK), mentre le donne dedicano in media 4 ore e 3 minuti al giorno ai lavori domestici e all'assistenza, per gli uomini questo tempo si attesta sui 58 minuti.

LE DISPOSIZIONI DI RILIEVO DELLA PROPOSTA

Secondo il provvedimento, gli anni trascorsi in passato in casa senza copertura assicurativa potranno essere riscattati e conteggiati ai fini pensionistici. La proposta include anche la possibilità per le casalinghe e le loro famiglie di beneficiare dell'assicurazione sanitaria generale senza dover versare contributi.

È previsto che per chi presta assistenza vengano forniti supporto psicologico, formazione specifica e consulenza legale; inoltre, si prevede l'erogazione di servizi di "assistenza di sollievo" da parte dello Stato. Un altro punto di rilievo è il riconoscimento di almeno 30 giorni all'anno di assistenza temporanea o di congedo per chi presta assistenza continuativa.

La proposta contiene anche disposizioni relative a chi lavora nei servizi domestici dietro compenso. Tra i punti regolamentati figurano l'obbligo di contratto scritto per i lavori domestici di durata superiore a 30 giorni, la protezione contro mobbing, violenza e molestie, le misure di salute e sicurezza sul lavoro, nonché i diritti al TFR e alle ferie.

L'assegnazione ai comuni del compito di aprire asili nido, case di riposo per anziani e centri di sollievo costituisce il pilastro dei servizi sociali della proposta. Inoltre, si mira a far sì che, per l'aiuto all'assistenza domiciliare, non si guardi solo al reddito familiare ma anche al carico assistenziale; è previsto che i contributi assicurativi di chi presta assistenza siano coperti dal Tesoro.

L'eventuale approvazione della proposta sarà definita dopo il processo nelle commissioni parlamentari e nell'Assemblea Generale della TBMM. Se adottato, il provvedimento rappresenterà un cambiamento radicale che amplia il riconoscimento del lavoro domestico all'interno del sistema di sicurezza sociale.