Quali sono state le prime decisioni sui tassi di interesse delle banche centrali nel 2024?
Le banche centrali hanno annunciato le loro prime decisioni sui tassi di interesse nel 2024. Durante le prime riunioni di politica monetaria dell'anno, gli istituti hanno mantenuto invariati i tassi di riferimento.
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Dopo circa due anni di politiche "da falco" che hanno caratterizzato la maggior parte delle economie globali, mentre per il nuovo anno emergevano aspettative "da colomba", le principali banche centrali di tutto il mondo hanno mantenuto invariati i tassi di interesse durante le loro prime riunioni di politica monetaria dell'anno.
Mentre le ripercussioni della pandemia di COVID-19 sulla produzione e sulle catene di approvvigionamento, insieme all'aumento dei rischi geopolitici, hanno causato un'impennata dell'inflazione a livello globale, inclusi i paesi sviluppati, nelle ultime riunioni le banche centrali hanno sottolineato che la fase delle misure "da falco" è giunta al termine.
Tuttavia, le aspettative "da colomba" che si erano rafforzate verso l'inizio dell'anno, con previsioni di tagli a partire da marzo, hanno perso slancio in seguito alla pubblicazione dei documenti di politica monetaria delle banche, facendo emergere l'aspettativa che le principali banche centrali inizieranno i tagli dei tassi più tardi di quanto previsto dai mercati.
LA FED MANTIENE I TASSI INVARIATI
Il Federal Open Market Committee (FOMC) della Federal Reserve (Fed), in linea con le aspettative, ha lasciato invariato il tasso di riferimento, mantenendolo nel range del 5,25-5,50%, il livello più alto degli ultimi 23 anni.
Nella dichiarazione rilasciata dalla Fed, si afferma che gli ultimi indicatori mostrano un'attività economica che si sta espandendo a un ritmo "solido", aggiungendo che, sebbene la crescita dell'occupazione sia rallentata dall'inizio dello scorso anno, essa rimane comunque forte.
Sui mercati monetari, la probabilità che la Fed iniziasse il primo taglio dei tassi a marzo era prezzata al 53% prima delle dichiarazioni di Powell, per poi scendere al 35% in seguito. Attualmente, i mercati monetari scontano con una probabilità del 92% che la banca inizi a tagliare i tassi durante la riunione di maggio.
IL CANADA MANTIENE I TASSI INVARIATI
La Banca del Canada (BoC) ha mantenuto il tasso di riferimento al 5%, il livello più alto degli ultimi 22 anni, in linea con le aspettative.
La BoC ha sottolineato che la politica di inasprimento monetario prosegue. Nella nota si osserva che la crescita economica globale sta rallentando con il calo graduale dell'inflazione nella maggior parte delle economie, precisando che in Canada la crescita economica si è arrestata dalla metà del 2023 e probabilmente rimarrà vicina allo zero fino al primo trimestre del 2024.
ANCHE IN EUROPA I TRE PRINCIPALI TASSI DI POLITICA MONETARIA RESTANO INVARIATI
Mentre i principali dati economici pubblicati in Europa hanno alimentato il perdurare dell'incertezza, la scorsa settimana la Banca Centrale Europea (BCE) ha mantenuto invariati i suoi tre principali tassi di interesse.
Affermando che gli indicatori economici a breve termine rimangono deboli, Lagarde ha sottolineato che si prevede un miglioramento dell'economia nel medio termine e che il mercato del lavoro, il riflesso più importante dell'economia, continua a rimanere piuttosto solido.
Anche la Banca d'Inghilterra (BoE), in linea con le aspettative, non ha modificato il tasso di riferimento, fermo al 5,25%, il livello più alto degli ultimi 15 anni.
Il governatore della BoE, Andrew Bailey, ha dichiarato che la Banca non è ancora nella posizione di poter intraprendere un taglio dei tassi di interesse e che non intende fare speculazioni in merito.
La Banca Centrale della Repubblica di Turchia (TCMB), nel frattempo, ha avviato un processo di inasprimento monetario, portando il tasso di riferimento dall'8,5% al 45% da giugno scorso.
La scorsa settimana la TCMB ha aumentato il tasso di riferimento di 250 punti base e, nell'annuncio della banca, si legge: "Il Comitato ha valutato che è stato raggiunto il livello di rigore monetario necessario per stabilire la disinflazione e che questo livello sarà mantenuto finché necessario".