Nuove regole per i ristoranti: finisce l'era delle campagne obbligatorie sulle piattaforme di food delivery
Con le nuove normative nel settore dell'ordinazione di cibo online, sono state apportate modifiche ai costi aggiuntivi e ai requisiti di partecipazione obbligatoria alle campagne promozionali per i ristoranti. D'ora in poi, i costi dei servizi aggiuntivi saranno visualizzabili in modo trasparente, mentre la partecipazione alle campagne sarà su base puramente volontaria.
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Il Ministero del Commercio, in risposta alle crescenti lamentele emerse recentemente sulle piattaforme di social media, ha esaminato le critiche riguardanti le relazioni commerciali tra le piattaforme di e-commerce che offrono servizi di consegna di cibo e i ristoranti. A seguito delle indagini e delle valutazioni effettuate, è stata segnalata la necessità di nuove normative nel settore.
TUTTI I COSTI SARANNO SPIEGATI VOCE PER VOCE
Con le decisioni prese dal Ministero, l'obiettivo è aumentare la trasparenza nel commercio elettronico e rendere i costi dei servizi più comprensibili. In questo contesto, è diventato obbligatorio che tutte le commissioni addebitate dalle piattaforme ai ristoranti siano mostrate in dettaglio nei pannelli dei venditori, suddivise per tipologia di servizio.
Nella dichiarazione si legge: 'È diventato obbligatorio che tutti i costi addebitati ai ristoranti dai marketplace di commercio elettronico siano mostrati in dettaglio, voce per voce, attraverso il pannello del venditore di ciascun ristorante, senza lasciare spazio ad alcun dubbio. Grazie a questa regolamentazione, le aziende potranno per la prima volta vedere tutte le componenti di costo in modo chiaro, netto e comparabile, potendo così prendere decisioni commerciali in modo più sano e consapevole. D'altra parte, si mira a diffondere la trasparenza in tutto l'ecosistema fornendo al consumatore, nella fase di conferma dell'ordine, un quadro informativo generale sul fatto che le spese sostenute durante il processo di consegna dell'ordine dal ristorante al cliente possono consistere in commissioni, trasporto, visibilità e costi di servizio simili'.
FINE DELL'ERA DEI COSTI AGGIUNTIVI PER I SERVIZI DI BASE
Con la nuova normativa, è stato impedito alle piattaforme di richiedere costi aggiuntivi per i servizi di base che sono tenute a fornire nell'ambito del servizio di intermediazione, come la ricezione dell'ordine, la trasmissione al ristorante, il pagamento e l'infrastruttura.
Inoltre, è stata eliminata la pratica di rendere la partecipazione alle campagne un motivo di addebito di costi. È stato dichiarato che con questo passo si mira ad alleggerire il carico finanziario sulle imprese.
LA PARTECIPAZIONE ALLE CAMPAGNE NON È PIÙ OBBLIGATORIA
Il Ministero ha reso obbligatorio che i servizi aggiuntivi offerti dalle piattaforme e le relative commissioni siano chiaramente comunicati ai ristoranti prima dell'avvio di una campagna. È stato specificato che i calcoli delle commissioni nelle vendite scontate sono stati resi più semplici e comprensibili.
Nella dichiarazione si afferma: 'Nel caso in cui lo sconto sia effettuato esclusivamente dal ristorante, la commissione sarà calcolata sull'importo totale pagato dal consumatore; se lo sconto è coperto congiuntamente dal ristorante e dal marketplace, la commissione sarà calcolata sull'importo determinato aggiungendo all'importo pagato dal consumatore solo l'importo dello sconto fornito dal marketplace. Uno dei risultati più importanti ottenuti con la circolare è che la partecipazione dei ristoranti a campagne, sconti, pubblicità e applicazioni simili è stata legata interamente al principio di volontarietà, impedendo in modo chiaro e netto che vengano costretti a partecipare a tali applicazioni. Non sarà possibile applicare alcuna sanzione ai ristoranti che non partecipano'.
NESSUN SERVIZIO AGGIUNTIVO SENZA APPROVAZIONE
È stato specificato che i servizi aggiuntivi offerti con la normativa saranno soggetti all'approvazione delle aziende e che tale approvazione potrà essere revocata in qualsiasi momento. Si è così espresso l'obiettivo di rendere più equo l'equilibrio tra gli attori del mercato.
Nella dichiarazione è stato inoltre sottolineato che le modifiche apportate non solo portano soluzioni ai problemi esistenti, ma creano anche una base che sosterrà la fiducia e la stabilità a lungo termine nel campo dell'e-commerce. 'In questo nuovo periodo, in cui la trasparenza aumenta, le relazioni commerciali diventano chiare e i diritti di tutte le parti sono protetti in modo equilibrato, si valuta che il commercio elettronico continuerà a svilupparsi su una base più sana. Il nostro Ministero continuerà a seguire da vicino le nuove esigenze che potrebbero emergere nel settore e, se necessario, continuerà ad attuare con la stessa determinazione ulteriori passi che aumenteranno la fiducia e la prevedibilità nel campo del commercio elettronico'.