Il Ministero della Giustizia passa all'azione: pene severe per i debitori che sottraggono beni al pignoramento

Il Ministero della Giustizia sta pianificando modifiche alla Legge sull'Esecuzione Forzata per impedire ai debitori di ridurre ingiustamente il proprio patrimonio. Con queste modifiche, le pene detentive e le sanzioni pecuniarie saranno inasprite e verranno adottate misure più rigorose contro la disposizione illecita di beni mobili e immobili.

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Il Ministero della Giustizia sta preparando una nuova normativa per impedire ai debitori di ridurre il proprio patrimonio in malafede. In questo contesto, con le modifiche che verranno apportate alla Legge sull'Esecuzione Forzata, saranno aumentate le pene previste nel caso in cui i debitori riducano intenzionalmente il proprio patrimonio. Secondo le informazioni riportate dal quotidiano Türkiye Gazetesi, vicino al governo, nel caso in cui il debitore riduca intenzionalmente il proprio patrimonio al fine di danneggiare il creditore, sarà prevista una pena detentiva da 1 a 4 anni e una sanzione pecuniaria fino a 3.000 giorni.

Nel disegno di legge, situazioni come l'alienazione totale o parziale del patrimonio, la sua distruzione o svalutazione, il trasferimento a terzi tramite simulazione e il riconoscimento di debiti non veritieri saranno considerate come riduzione intenzionale del patrimonio.

Perché questo reato sia punibile, sarà necessario che il creditore ottenga il certificato definitivo di insolvenza rilasciato dall'ufficiale giudiziario o che dimostri di non essere riuscito a riscuotere il proprio credito. Inoltre, per coloro che rimuovono da un immobile, al fine di danneggiare il creditore, pertinenze che rientrano nell'ipoteca immobiliare ma non sono registrate nel catasto, è prevista una pena detentiva da 2 a 5 anni e una sanzione pecuniaria fino a 3.000 giorni.