Migliaia di licenziamenti in tutta Europa: la recessione si sta trasformando in crisi?

L'incertezza economica e la crescente concorrenza in Europa stanno accelerando i licenziamenti in molti settori.

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In tutta Europa, la stagnazione economica e le tensioni geopolitiche hanno costretto le aziende a ridurre la forza lavoro. I licenziamenti sono aumentati in molti settori, dall'automobilistico al bancario, dall'ingegneria alla vendita al dettaglio. Nell'Unione Europea, negli ultimi anni sono andati persi milioni di posti di lavoro nel settore manifatturiero. Secondo gli esperti, si prevede che la situazione peggiorerà ulteriormente.

In Germania, colossi dell'ingegneria come Siemens hanno deciso di licenziare oltre 6 mila persone entro il 2027. Nel settore automobilistico, marchi come il Gruppo Volkswagen, Audi e Porsche hanno annunciato di voler separarsi da migliaia di dipendenti. Audi ha comunicato che taglierà 7 mila 500 posti di lavoro in Germania entro il 2029.

Un quadro simile si riscontra anche nel settore bancario. Commerzbank ha annunciato il licenziamento di 3 mila 900 persone entro il 2028, mentre Deutsche Bank ha registrato che quest'anno taglierà 2 mila posti di lavoro.

Nel settore della vendita al dettaglio, grandi aziende come Puma e Tesco hanno deciso di licenziare migliaia di dipendenti nell'ambito di programmi di riduzione dei costi. Puma ha dichiarato che taglierà 500 posti di lavoro in tutto il mondo.

I licenziamenti non accennano a diminuire nemmeno in altri settori. BioNTech prevede di tagliare tra le 950 e le 1350 posizioni entro il 2027, mentre DHL punta a licenziare 8 mila persone in Germania.

I sindacati chiedono una moratoria sui licenziamenti obbligatori e sollecitano l'adozione di misure contro la crisi occupazionale.