Lo Stato recupererà dai dipendenti pubblici le somme versate in eccesso
È entrata in vigore la normativa relativa ai pagamenti in eccesso o indebiti effettuati nei confronti dei dipendenti pubblici. Con il nuovo regolamento sono stati eliminati i requisiti di dichiarazione falsa, frode ed errore. D'ora in avanti, i pagamenti errati saranno recuperati dai dipendenti pubblici con l'aggiunta degli interessi.
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Sono stati definiti i principi relativi alle procedure di monitoraggio e riscossione dei pagamenti in eccesso o indebiti effettuati nei confronti dei dipendenti pubblici.
Il Comunicato Generale della Direzione Generale della Contabilità del Ministero del Tesoro e delle Finanze (Recupero degli stipendi pagati in eccesso o indebitamente) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore.
Di conseguenza, gli stipendi pagati in eccesso per motivi quali pagamenti errati o indebiti saranno recuperati dai dipendenti pubblici.
L'unità di spesa, per il monitoraggio e la riscossione del credito, invierà i documenti relativi all'accertamento all'unità competente entro 15 giorni lavorativi dalla data in cui il pagamento in eccesso è stato rilevato o in cui il documento relativo all'accertamento è pervenuto alla stessa.
MATURERANNO INTERESSI
I pagamenti indebiti saranno riscossi dai dipendenti pubblici con l'aggiunta di interessi entro il termine di prescrizione previsto dalle norme generali. Per coloro che hanno ricevuto lo stipendio completo e hanno lasciato l'incarico dopo l'inizio del mese, la parte dello stipendio pagata in anticipo relativa al periodo non lavorato sarà recuperata.
COLORO CHE SONO IN ASPETTATIVA NON RETRIBUITA
Per coloro che sono considerati in aspettativa non retribuita dai propri enti, non verranno addebitati debiti per i contributi dell'assicurazione sanitaria generale relativi al periodo non lavorato e non verrà presentata alcuna richiesta di rimborso all'Istituto di Previdenza Sociale (SGK).
La parte dei contributi dell'assicurazione sanitaria generale già versata all'SGK per il periodo non lavorato, relativa a coloro il cui rapporto di pubblico impiego è terminato, sarà registrata come debito e tali importi saranno riscossi dai dipendenti pubblici.
PAGAMENTO VOLONTARIO E MONITORAGGIO
Nei crediti derivanti da pagamenti di stipendi in eccesso o indebiti effettuati ai dipendenti pubblici, se l'importo degli interessi non è stabilito dal contratto, il pagamento sarà effettuato con un tasso annuo del 12%. Il debitore sarà considerato in mora a seguito di diffida del creditore.
Fino alla notifica all'unità competente per il monitoraggio e la riscossione da parte dell'unità di spesa, il suddetto credito potrà essere pagato volontariamente dai dipendenti pubblici. In caso di mancato pagamento volontario, sulla base dei documenti inviati dall'unità di spesa, l'unità competente aprirà un fascicolo di riscossione e ne darà comunicazione all'unità contabile entro 5 giorni lavorativi affinché il debito venga registrato a nome dell'interessato.
COSA È CAMBIATO?
In precedenza, per poter recuperare un pagamento in eccesso o indebito, era necessario riscontrare una dichiarazione falsa, una frode o un errore. In assenza di tali elementi, il denaro non poteva essere recuperato dopo 60 giorni dalla data del pagamento.
PAGAMENTO IN VALUTA ESTERA IN LIRE TURCHE
D'altra parte, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore anche il Comunicato Generale della Direzione Generale della Contabilità, che include la predisposizione di una lettera di impegno e di una lettera di fideiussione solidale con firma autenticata per coloro che vengono inviati all'estero dalle amministrazioni pubbliche.
Con il comunicato sono state stabilite le procedure e i principi relativi alla predisposizione di tali lettere, che saranno richieste a coloro che vengono inviati all'estero per 3 mesi o più per motivi quali studio, formazione, addestramento, aggiornamento professionale, tirocinio o incarichi temporanei simili, in conformità con i decreti presidenziali.
Di conseguenza, coloro che violano i propri obblighi rimborseranno le spese sostenute per loro conto in valuta estera, convertite al tasso di vendita effettivo determinato e annunciato dalla Banca Centrale della Repubblica di Turchia (TCMB) alla data di riscossione del debito, con l'aggiunta di interessi e in "lire turche".
RATEIZZAZIONE FINO A 5 ANNI
I crediti rientranti nell'ambito del comunicato potranno essere rateizzati fino a un massimo di 5 anni, tenendo conto dell'importo del debito calcolato, della situazione dell'interessato e della somma da rimborsare.