La speranza per lo Stretto di Hormuz anima i mercati: petrolio sotto gli 80 dollari, oro ai massimi da due settimane

Il traffico diplomatico relativo allo Stretto di Hormuz ha aumentato l'ottimismo sui mercati; mentre il petrolio Brent arretra, l'oncia d'oro ha testato i 4.130 dollari.

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Il flusso di notizie su una possibile riduzione della tensione geopolitica in Medio Oriente ha modificato le quotazioni sui mercati globali. L'aspettativa che lo Stretto di Hormuz possa essere riaperto al transito sicuro ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio, mentre è emerso un movimento al rialzo per l'oro e le borse.

Si segnala un'intensificazione dei contatti diplomatici tra Washington, Teheran e gli attori regionali con la mediazione di Pakistan e Qatar. Mentre si afferma che l'intesa relativa allo Stretto di Hormuz nell'ambito dell'"Accordo di Islamabad" è giunta alle fasi finali, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha dichiarato che un accordo che includa l'apertura dello Stretto potrebbe concretizzarsi a breve.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha invece riferito che sono stati compiuti progressi nei colloqui in corso con l'Oman al fine di stabilire rotte di transito sicure per le navi. Queste dichiarazioni hanno ridotto la percezione del rischio relativo all'approvvigionamento energetico, ponendo le basi per un forte calo nel mercato del petrolio.

CALO DEL PETROLIO, RIALZO DELL'ORO

Il prezzo al barile del petrolio Brent ha chiuso le contrattazioni di ieri con un calo del 6%, a 78,70 dollari. Oggi, alle 06:00 ora turca (TSİ), il prezzo si è attestato a 78,60 dollari. I prezzi del petrolio erano stati scambiati sotto gli 80 dollari per l'ultima volta il 13 luglio.

Con il calo del petrolio e l'indebolimento dei timori sull'inflazione, sono diminuite anche le aspettative che la Federal Reserve (FED) statunitense aumenti i tassi di interesse a settembre. Mentre la probabilità di un aumento dei tassi sui mercati è scesa dal 65% al 58%, l'indice del dollaro è rimasto sotto quota 100. Anche il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 2 anni è sceso al 4,19%.

Sul fronte dell'oro, invece, si è rafforzata la tendenza al rialzo. L'oncia d'oro ha chiuso ieri con un aumento dello 0,54% a 4.077 dollari, mentre questa mattina ha cercato di stabilizzarsi su livelli vicini ai 4.130 dollari. Con un rialzo giornaliero superiore all'1%, l'oncia d'oro si è diretta verso i massimi delle ultime due settimane.

A livello nazionale, il grammo d'oro ha iniziato la mattinata del 5 agosto 2026 a quota 6.315 TL. In questo modo, il grammo d'oro si è avvicinato ai massimi dell'ultimo mese e mezzo. Mentre sui mercati la fascia 4.120-4.165 dollari viene monitorata come area di resistenza a breve termine per l'oncia d'oro, anche i dati sull'occupazione non agricola di luglio, che saranno annunciati venerdì, verranno seguiti per quanto riguarda il percorso dei tassi della FED.

I segnali che indicano una possibile riduzione della tensione geopolitica hanno portato acquisti anche sulle borse. Alla Borsa di Istanbul, l'indice BIST 100 ha concluso le contrattazioni di ieri con un rialzo del 2,07%, mentre l'aumento dell'indice bancario è stato del 2,16%. Negli Stati Uniti, l'indice S&P 500 ha aggiornato il record chiudendo a 7.736 punti con un premio dell'1,79%. Anche sui mercati asiatici è emersa una prospettiva positiva; il rialzo della borsa giapponese ha superato il 3%, mentre in Corea del Sud ha oltrepassato il 4%.