Il 'sussidio per l'abbigliamento' è stato tagliato per motivi di risparmio? Il Ministero chiarisce
Il Ministero del Tesoro e delle Finanze ha risposto alle voci secondo cui il "sussidio per l'abbigliamento protettivo sarebbe stato tagliato" tramite una dichiarazione sul suo account X. Nella nota si legge: "Le notizie secondo cui i sussidi per l'abbigliamento protettivo applicati in diversi enti e istituzioni pubbliche sarebbero stati tagliati nell'ambito delle misure di risparmio sono infondate e non riflettono in alcun modo la realtà".
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Il Ministero del Tesoro e delle Finanze ha risposto, tramite il suo account sui social media, alle affermazioni secondo cui i sussidi per l'abbigliamento protettivo applicati in diversi enti e istituzioni pubbliche sarebbero stati tagliati nell'ambito delle misure di risparmio.
Secondo la dichiarazione rilasciata dal Ministero, "le notizie secondo cui i sussidi per l'abbigliamento protettivo applicati in diversi enti e istituzioni pubbliche sarebbero stati tagliati nell'ambito delle misure di risparmio sono infondate e non riflettono in alcun modo la realtà".
La dichiarazione rilasciata dal Ministero è la seguente:
"Nei giorni scorsi, facendo riferimento alla lettera inviata il 8 marzo 2024 dal nostro Ministero alle imprese economiche pubbliche e ad altri enti sotto il suo monitoraggio e controllo nell'ambito delle Decisioni Generali su Investimenti e Finanziamenti, con la dicitura 'Riservato al Servizio', alcuni organi di stampa e sindacati hanno diffuso notizie e dichiarazioni fuorvianti per l'opinione pubblica, derivanti da una mancanza di informazioni. In questo contesto, al fine di eliminare la disinformazione creatasi nell'opinione pubblica, è stato necessario rilasciare la seguente dichiarazione:
Le notizie secondo cui i sussidi per l'abbigliamento protettivo applicati in diversi enti e istituzioni pubbliche sarebbero stati tagliati nell'ambito delle misure di risparmio sono infondate e non riflettono in alcun modo la realtà.
Le questioni relative al sussidio per abbigliamento/vestiario/abbigliamento protettivo sono incluse in diverse normative. Tra queste figurano i contratti collettivi di lavoro e i contratti collettivi relativi ai diritti finanziari e sociali per i rami di servizio. Questi contratti e altre disposizioni normative prevedono che il sussidio per l'abbigliamento protettivo venga fornito in natura al personale che soddisfa determinati requisiti, come capi di abbigliamento che devono essere indossati durante il servizio in quanto necessari per lo stesso. Per questo motivo, gli enti devono provvedere all'approvvigionamento di tali capi di abbigliamento, registrarli e distribuirli al personale che soddisfa i requisiti previsti dalla normativa."
"È EMERSO CHE SONO STATE ATTUATE PRATICHE ERRATE"
Nella dichiarazione, si comunica che, a seguito dell'esame delle informazioni e dei documenti ottenuti dal Ministero presso gli enti, è emerso che in merito a questo tema "sono state attuate pratiche errate", e alcune di queste pratiche sono state elencate come segue:
"La fornitura al personale, in sostituzione del materiale di abbigliamento protettivo che gli enti dovrebbero procurare e fornire in natura, di denaro contante, buoni regalo, assegni o coupon,
la mancata verifica da parte degli enti sull'effettivo acquisto di materiale di abbigliamento protettivo da parte del personale nell'ambito del sussidio concesso,
l'erogazione del sussidio anche a personale che non soddisfa i requisiti previsti dalla normativa,
il fatto che i capi di abbigliamento determinati nell'ambito del sussidio non abbiano la natura di indumento o equipaggiamento protettivo,
la fornitura da parte dell'ente, oltre al sussidio per l'abbigliamento protettivo, di ulteriori capi di abbigliamento che il personale dovrebbe indossare per necessità di servizio"
Nella dichiarazione è stato utilizzato il seguente passaggio: "La lettera inviata agli enti in merito alla questione non è stata inviata con lo scopo di tagliare i sussidi per abbigliamento-vestiario-abbigliamento protettivo, bensì, al contrario, per garantire che tale sussidio venga utilizzato dal personale pubblico nel quadro delineato dai contratti collettivi e dalla normativa".
Nella dichiarazione, in cui si sottolinea che non vi è alcun ostacolo all'erogazione dei sussidi in conformità con la normativa, viene tuttavia precisato che non è possibile per gli enti e i sindacati ampliare il quadro delineato dalle norme superiori.
Comunicato Stampa - 23 aprile 2024 pic.twitter.com/0Jy0RDmtje
— T.C. Hazine ve Maliye Bakanlığı (@HMBakanligi) 23 aprile 2024