Il Ministero interviene dopo le segnalazioni: ecco le sanzioni per le attività che richiedono pagamenti tramite IBAN!
In seguito alla crescente pratica da parte dei titolari di attività di richiedere pagamenti tramite IBAN, il Ministero del Tesoro e delle Finanze ha avviato un'azione di controllo. Sono state definite le sanzioni per le imprese che non emettono scontrini o fatture a fronte di pagamenti ricevuti via IBAN. Per le attività che incassano tramite bonifico bancario senza emettere scontrino, è prevista una sanzione di 3.400 TL per ogni scontrino mancante, mentre per quelle che non emettono fattura verrà applicata una sanzione per irregolarità pari al 10% dell'importo che avrebbe dovuto essere indicato nel documento.
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Ultimamente, le attività commerciali hanno iniziato a richiedere pagamenti tramite IBAN anziché con carta di credito o di debito, adducendo come motivazione l'aumento delle commissioni bancarie.
A seguito dell'aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini riguardo a questo comportamento, il Ministero del Tesoro e delle Finanze ha iniziato a esaminare i trasferimenti ricevuti tramite IBAN sui conti di tutte le attività commerciali.
Sono state rese note le sanzioni che verranno applicate a tali attività.
Per le imprese che incassano tramite conto bancario senza emettere scontrino, verrà applicata una sanzione di 3.400 TL per ogni scontrino, mentre per quelle che non emettono fattura verrà applicata una sanzione per irregolarità pari al 10% dell'importo che avrebbe dovuto essere indicato nel documento, con un minimo di 3.400 lire per ogni fattura. Poiché tali pratiche causano una perdita di gettito fiscale per lo Stato, verranno avviate verifiche fiscali.
A causa della mancata dichiarazione dei ricavi, che comporta un'evasione fiscale, vengono effettuati controlli fiscali o, sulla base dei rilievi effettuati, vengono stimate le basi imponibili del periodo e applicate le relative sanzioni tributarie.
NON SOLO I TITOLARI DELLE ATTIVITÀ, SOTTO CONTROLLO ANCHE I CONTI IN AFFITTO
Secondo quanto riportato dal quotidiano Sabah, noto per la sua vicinanza al governo, sono sotto esame i trasferimenti ricevuti tramite IBAN verso le attività e tutti i conti ad esse collegati. Vengono monitorati non solo i conti dei titolari delle attività, ma anche quelli dei loro parenti, dei dipendenti e i conti utilizzati tramite contratti di affitto. Le indagini si basano sui movimenti dei conti bancari, sui registri immobiliari e su quelli dei veicoli.
Coloro che omettono di dichiarare i propri guadagni reali vengono inseriti nel piano di controllo. I conti bancari ottenuti tramite affitto vengono inoltre esaminati nell'ambito della normativa MASAK per attività che possono costituire reato, come il finanziamento del terrorismo, il riciclaggio di denaro e le scommesse illegali.
Anche il Ministero del Commercio ha recentemente lanciato un avvertimento contro le frodi basate sull'ingegneria sociale, in particolare riguardo agli annunci di affitto di conti IBAN, dichiarando: "Consentire l'utilizzo di un conto bancario da parte di terzi in cambio di un vantaggio economico costituisce reato ai sensi della Legge sulla prevenzione del riciclaggio dei proventi di reato".