Il dollaro e i rendimenti dei titoli di Stato USA in calo
Le dichiarazioni dei membri della Fed hanno rafforzato le aspettative di una possibile pausa nei rialzi dei tassi a dicembre, portando a un calo del dollaro e dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi.
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In seguito alle dichiarazioni rilasciate martedì dai membri della Fed, i titoli di Stato USA hanno proseguito il loro rally di novembre, mentre il dollaro è sceso ai minimi degli ultimi 4 mesi.
Il Bloomberg Dollar Index è stato scambiato a 1.230, il livello più basso dallo scorso agosto.
Il rendimento del titolo di Stato USA a 2 anni, dopo aver chiuso martedì in calo di 15 punti base al 4,7342%, è sceso questa mattina fino al 4,70%. Mentre il calo del rendimento del titolo a 5 anni dall'inizio della settimana si avvicina ai 24 punti base, il rendimento del titolo a 10 anni è sceso di circa 17 punti base nel corso del mese.
Le aspettative sulla Fed hanno spinto il prezzo dell'oro ai massimi di 6 mesi. Anche il petrolio ha mantenuto la sua forza, influenzato dalla Fed e dall'incertezza riguardo alla riunione dell'OPEC+ prevista per il 30 novembre. Il prezzo al barile del petrolio Brent, salito del 2,13% martedì, viene scambiato appena sotto gli 82 dollari, mentre il prezzo al barile del greggio WTI si attesta poco sotto i 77 dollari.
I futures sull'S&P 500 sono in territorio positivo.
L'ASPETTATIVA DI UN 'TERZO STOP' DALLA FED
Due esponenti della Federal Reserve, nei messaggi rilasciati martedì, hanno segnalato che i tassi potrebbero essere mantenuti invariati anche a dicembre, così come avvenuto nelle due riunioni precedenti.
Christopher Waller, uno dei funzionari più falchi della Fed, ha affermato che la politica monetaria è ben posizionata per riportare l'inflazione all'obiettivo del 2% fissato dalla Fed, suggerendo che i responsabili politici potrebbero non avere bisogno di aumentare nuovamente i tassi.
Michelle Bowman, dal canto suo, ha dichiarato di essere disposta a sostenere ulteriori rialzi dei tassi qualora il trend positivo dell'inflazione dovesse arrestarsi, ma non ha inviato segnali a sostegno di un aumento nella riunione del prossimo mese.
Sebbene queste dichiarazioni non modifichino radicalmente le aspettative per la riunione di dicembre della Fed, i commenti di Waller, in particolare, indicano che sta crescendo il sostegno tra i funzionari per una pausa prolungata della politica restrittiva, in un contesto in cui emergono segnali di raffreddamento dell'attività economica, dell'inflazione e del mercato del lavoro.
Waller ha espresso una "crescente fiducia" nel fatto che la politica monetaria sia attualmente ben posizionata per rallentare l'economia e riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%.
Anche il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha affermato che quest'anno si è registrato il calo dell'inflazione più marcato degli ultimi 71 anni. Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha inoltre definito incoraggiante il calo dell'inflazione.