Il Consiglio per la Pubblicità ha inflitto multe per pubblicità ingannevole: 17 milioni di lire
Secondo quanto dichiarato dal Ministero del Commercio, il Consiglio per la Pubblicità, nella riunione tenutasi questo mese, ha inflitto alle aziende sanzioni pecuniarie per un totale di 17 milioni 37 mila 891 lire a causa di pubblicità ingannevoli o pratiche commerciali sleali.
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Nella dichiarazione rilasciata dal Ministero del Commercio, è stato reso noto che il Consiglio per la Pubblicità ha esaminato le pubblicità che ingannano o traggono in errore i consumatori, sfruttando la loro mancanza di esperienza e conoscenza, nonché le pratiche commerciali sleali.
Nella dichiarazione, in cui si specifica che 119 dei 134 fascicoli esaminati durante la riunione di marzo sono stati ritenuti contrari alla normativa, è stato affermato che è stata decisa l'applicazione di sanzioni di sospensione e rettifica, oltre a una sanzione amministrativa pecuniaria di 17 milioni 37 mila 891 lire per le suddette pubblicità e pratiche commerciali.
È stato riferito che l'ordine del giorno principale della riunione ha riguardato le procedure di iscrizione nell'e-commerce, la pubblicità mirata e il design dei siti web volti a raccogliere i dati personali dei consumatori senza il loro consenso.
SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO
Nella dichiarazione è stato sottolineato che, come menzionato nel rapporto di ricerca preparato nell'ambito del "Progetto per la Tutela del Consumatore Digitale", è emerso che un consumatore su due sui canali digitali è preoccupato per la condivisione dei propri dati personali, che 7 consumatori su 10 tendono ad accettare l'iscrizione e il consenso alle comunicazioni elettroniche presentati come "condizione per procedere" durante gli acquisti online, mentre 4 consumatori su 10 tendono a non accettare i cookie.
Tenendo conto dei risultati emersi dal suddetto rapporto, è stato indicato che sono stati esaminati i siti web che impongono ai consumatori la condizione di iscrizione durante la fase di acquisto, e sono state incluse le seguenti dichiarazioni:
"Sono stati presi in considerazione aspetti quali: se vengano richiesti al consumatore dati personali eccedenti rispetto a quelli necessari e obbligatori per l'operazione di acquisto; se la cancellazione dall'iscrizione sia resa difficile prevedendo condizioni più gravose rispetto a quelle previste per l'accesso; se, insieme al contratto di iscrizione, il consenso ai cookie e alle comunicazioni commerciali venga presentato come opzione a scelta del consumatore; e se i dati personali vengano condivisi con terzi per scopi di pubblicità mirata e marketing"
Nella dichiarazione è stato annotato che, nell'esame condotto dal Consiglio, oltre alle opinioni degli accademici, sono state prese in considerazione anche le pratiche estere e che, per 12 fascicoli presi in esame, sono state applicate sanzioni di sospensione e rettifica insieme a sanzioni amministrative pecuniarie.
Il Consiglio ha annunciato che i dettagli relativi alle decisioni riguardanti l'annullamento dell'iscrizione o la difficoltà di cancellazione, la pubblicità mirata e la mancata offerta di opzioni ai consumatori in merito alla condivisione dei dati personali, saranno condivisi in seguito sul sito web del Ministero del Commercio.