I mercati globali mantengono un andamento negativo
I mercati globali registrano un andamento negativo a causa dei timori che il conflitto israelo-palestinese possa estendersi su un'area più ampia.
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I dati sull'inflazione pubblicati negli Stati Uniti, se considerati insieme all'Indice dei Prezzi alla Produzione (PPI) di mercoledì e ai dati sull'occupazione non agricola della scorsa settimana, alimentano la persistenza di forti preoccupazioni per il prossimo futuro.
Secondo i dati, l'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) nel Paese è aumentato dello 0,4% su base mensile e del 3,7% su base annua a settembre, superando le aspettative del mercato.
Il CPI core, che esclude i prezzi volatili di energia e alimentari, è aumentato dello 0,3% su base mensile e del 4,1% su base annua a settembre, in linea con le previsioni.
La notizia che gli aeroporti internazionali di Damasco e Aleppo sono stati messi fuori servizio simultaneamente a seguito di un attacco israeliano in Siria ha aumentato il rischio di un'ulteriore espansione del conflitto, riducendo significativamente la propensione al rischio.
Mentre si seguono le dichiarazioni dei funzionari della Fed, la presidente della Fed di Boston, Susan Collins, ha affermato che gli ultimi dati sull'inflazione indicano un progresso "irregolare" verso il ripristino della stabilità dei prezzi.
Ribadendo la sua opinione che la Fed potrebbe dover aumentare nuovamente i tassi di interesse per riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%, Collins ha dichiarato: "Credo che potremmo essere al picco di questo ciclo o molto vicini ad esso, ma non escludo ancora ulteriori inasprimenti".
A seguito di questi sviluppi, ieri il rendimento dei titoli di Stato decennali statunitensi ha chiuso la giornata al 4,70%, con un aumento di circa 17 punti base, mentre le quotazioni sui mercati monetari continuano a prevedere con una probabilità del 90% che la Fed manterrà invariato il tasso di riferimento il prossimo mese.
Tuttavia, mentre le incertezze sulle decisioni che verranno prese nell'ultima riunione dell'anno si riflettono sui prezzi dei mercati monetari, si prevede che le dichiarazioni del presidente della Fed Jerome Powell della prossima settimana e i segnali provenienti dai dati macroeconomici influenzeranno tali aspettative.
Mentre la stagione delle trimestrali del terzo trimestre negli USA ha accelerato ieri con la pubblicazione dei risultati finanziari delle compagnie aeree, oggi è attesa la diffusione dei risultati di tre grandi banche statunitensi: Wells Fargo, JPMorgan Chase e Citi.
I prezzi delle materie prime hanno iniziato la nuova giornata con una tendenza al rialzo, con l'oro che viene scambiato a 1.877 dollari, in rialzo dello 0,9% rispetto alla chiusura precedente, e il petrolio Brent che viene scambiato a 86 dollari, con un guadagno dello 0,3% rispetto alla chiusura precedente.
Con questi sviluppi, alla borsa di New York, l'indice Dow Jones ha perso lo 0,51%, l'indice S&P 500 lo 0,62% e l'indice Nasdaq lo 0,63%. I contratti futures sugli indici negli USA hanno iniziato la nuova giornata con un andamento orientato agli acquisti.
Mentre ieri le borse europee hanno mostrato un andamento misto, gli sviluppi in Medio Oriente vengono seguiti da vicino.
Mentre si osserva una diminuzione della propensione al rischio in Europa a causa dei dati sull'inflazione superiori alle attese negli USA, ieri sono stati pubblicati anche i verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) del mese scorso.
I verbali hanno rivelato che i membri del Consiglio Direttivo della BCE sono sempre più preoccupati per la crescita economica e che la stragrande maggioranza ha sostenuto l'aumento dei tassi di 25 punti base.
Oggi gli occhi sono puntati sui possibili segnali che arriveranno dalle dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde, che si trova a Marrakech, in Marocco, per le riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale.
Mentre l'indice DAX 40 in Germania è sceso dello 0,23% e l'indice CAC 40 in Francia dello 0,37%, l'indice MIB 30 in Italia è salito dello 0,26% e l'indice FTSE 100 nel Regno Unito dello 0,32%. I contratti futures sugli indici in Europa hanno iniziato la nuova giornata in calo.
Mentre l'andamento venditore della borsa di New York si è trasferito oggi sui mercati azionari asiatici, si rafforzano le preoccupazioni per l'economia cinese.
Secondo i dati pubblicati oggi nel Paese, il CPI è rimasto invariato su base mensile, mentre su base annua ha registrato un calo del 2,5%, risultando inferiore alle aspettative.
Gli analisti hanno osservato che gli sviluppi dell'inflazione in Cina possono essere interpretati come un segnale che l'attività economica nel Paese continua a rallentare, aggiungendo che questa situazione continua ad alimentare i timori di una recessione globale.
Le esportazioni e le importazioni del Paese sono diminuite del 6,2% il mese scorso, mentre la bilancia commerciale ha registrato un surplus di 77,7 miliardi di dollari a settembre.
In chiusura, l'indice Nikkei 225 in Giappone ha registrato un calo dello 0,7%, l'indice Shanghai Composite in Cina dello 0,8%, l'indice Hang Seng a Hong Kong del 2,1% e l'indice Kospi in Corea del Sud dello 0,9%.
A livello nazionale, l'indice BIST 100 della Borsa di Istanbul, che ieri ha seguito un andamento volatile, ha chiuso la giornata con una perdita dello 0,86% a 8.259,77 punti.
Il cambio Dollaro/TL, dopo aver chiuso ieri a 27,7411 con un aumento dello 0,1%, viene scambiato oggi a 27,7790 all'apertura del mercato interbancario.
Gli analisti hanno osservato che, oltre ai messaggi che arriveranno dai discorsi nell'ambito delle riunioni del FMI e della Banca Mondiale, verranno seguiti i dati sulla produzione industriale nell'Eurozona e l'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan negli USA, nonché il flusso di notizie sul conflitto israelo-palestinese, precisando che, dal punto di vista tecnico, i livelli di 8.400 e 8.550 rappresentano una resistenza per l'indice BIST 100, mentre 8.250 e 8.080 punti fungono da supporto.