Terza proposta di aumento salariale per i lavoratori pubblici: il sindacato non ritiene sufficiente l'offerta del governo
Il governo ha presentato la terza proposta di aumento salariale nell'ambito dei negoziati per il contratto collettivo dei lavoratori pubblici. La nuova offerta prevede un aumento del 24% per i primi 6 mesi del 2025. Tuttavia, i sindacati hanno giudicato questa percentuale insufficiente. Le parti torneranno a sedersi al tavolo lunedì.
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Il governo ha presentato la sua terza proposta nell'ambito dei negoziati per il contratto collettivo di lavoro che riguarda i dipendenti pubblici impiegati in settori quali ospedali, università, ministeri, ferrovie, autostrade e centrali di produzione.
Secondo la nuova proposta, è stato suggerito un aumento del 24% per i lavoratori pubblici per i primi 6 mesi del 2025. Per i secondi 6 mesi, è stato proposto che il tasso di aumento venga determinato in base all'inflazione effettiva.
Sebbene questo sviluppo sia considerato un nuovo passo nel lungo processo di negoziazione, non è stato accolto positivamente dai rappresentanti sindacali.
LE PRIME DUE PROPOSTE AVEVANO SUSCITATO REAZIONI
La prima proposta presentata in precedenza dal governo prevedeva un aumento del 16% per i primi 6 mesi del 2025 e dell'8% per i secondi 6 mesi per i lavoratori pubblici.
Queste percentuali sono state respinte da Hak-İş e Türk-İş, che le hanno definite "lontane dalla realtà". La seconda proposta era stata annunciata con un aumento del 17% per i primi 6 mesi e del 10% per i secondi 6 mesi.
Tuttavia, anche queste percentuali non hanno soddisfatto le richieste dei sindacati dei lavoratori. I sindacati chiedono aumenti in grado di proteggere il potere d'acquisto dei lavoratori pubblici di fronte alle difficoltà economiche, al costo della vita e all'inflazione crescente.
LE TRATTATIVE PROSEGUIRANNO LUNEDÌ
Non essendo stato raggiunto un accordo tra le parti, i colloqui sono stati rinviati. Il prossimo incontro è previsto per lunedì 22 luglio.