Cosa succederebbe alla Turchia se l'Iran chiudesse lo Stretto di Hormuz? La dichiarazione del ministro Şimşek
Il ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Şimşek ha sostenuto che l'economia turca è preparata all'eventualità di una chiusura dello Stretto di Hormuz.
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Il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto tra Israele e Iran ha alimentato i timori sui mercati internazionali riguardo a una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz. Questi sviluppi hanno causato il superamento della soglia degli 80 dollari da parte del prezzo del petrolio Brent dopo un lungo periodo, portando a una serie di aumenti dei prezzi del carburante in Turchia.
La decisione del Parlamento iraniano di trasferire l'autorità di chiudere lo Stretto di Hormuz al Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ha scatenato speculazioni sui social media riguardo a un possibile superamento dei 120 dollari per il prezzo del petrolio.
Il ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Şimşek ha rilasciato una dichiarazione in merito tramite il suo account X.
Sottolineando che tali affermazioni non dovrebbero essere prese in considerazione, Şimşek ha dichiarato: "Analizziamo gli effetti delle crescenti tensioni geopolitiche sulla nostra economia in modo multidimensionale e valutiamo dettagliatamente i possibili scenari. Per mantenere la stabilità sui mercati e il corretto funzionamento della nostra economia, le nostre istituzioni sono pronte ad adottare le misure necessarie in modo rapido e deciso, in forte coordinamento".
Proseguendo nella sua dichiarazione, Şimşek ha aggiunto:
"Vi prego di non dare credito alle speculazioni sulla nostra economia basate su scenari riguardanti un'eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz. Con il nostro programma abbiamo aumentato significativamente la resilienza della nostra economia agli shock.
Siamo determinati nella lotta contro l'inflazione e continueremo ad adottare tutti i passi necessari per proseguire il processo di disinflazione."