La Banca Mondiale alza le previsioni di crescita economica della Turchia per il 2023

La Banca Mondiale ha alzato le previsioni di crescita economica della Turchia per quest'anno dal 3,2% al 4,2%.

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La Banca Mondiale ha pubblicato il suo Rapporto di aggiornamento economico per la regione Europa e Asia centrale, intitolato "Crescita lenta, rischi crescenti".

Nel rapporto, che include anche valutazioni sull'economia della Turchia, si comunica che la previsione di crescita economica del Paese è stata portata dal 3,2% al 4,2% grazie alla solida domanda dei consumatori e alla riduzione dell'incertezza politica.

Il rapporto rileva che l'economia turca dovrebbe crescere del 3,1% il prossimo anno e del 3,9% nel 2025.

Nelle sue previsioni di giugno, la Banca Mondiale aveva stimato che l'economia turca sarebbe cresciuta del 4,3% nel 2024 e del 4,1% nel 2025.

Il rapporto afferma inoltre che la crescita del 3,8% registrata dalla Turchia nel secondo trimestre ha sorpreso positivamente, trainata da un aumento della spesa dei consumatori a doppia cifra e dal mantenimento di una spesa pubblica sostenuta.

Il documento sottolinea che, con l'aumento cumulativo dei tassi di interesse di 2.150 punti base da parte della Banca Centrale della Repubblica di Turchia (TCMB) a partire da maggio, è iniziato un cambiamento verso una maggiore normalizzazione della politica monetaria; viene inoltre riferito che, dopo le elezioni, l'accelerazione degli afflussi di portafoglio in titoli di debito e azionari ha allentato la pressione sulle riserve valutarie.

REVISIONE AL RIALZO DELLE PREVISIONI DI CRESCITA ECONOMICA PER LA REGIONE EUROPA E ASIA CENTRALE

Il rapporto indica che la previsione di crescita per il 2023 per i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo della regione Europa e Asia centrale è stata alzata dall'1,4% al 2,4%. Si afferma che l'accelerazione della crescita riflette il miglioramento delle stime per l'Ucraina, colpita dalla guerra, e per l'Asia centrale, la resilienza dei consumatori in Turchia e una crescita migliore del previsto in Russia, grazie all'aumento della spesa pubblica destinata ai trasferimenti militari e sociali.

Il rapporto sottolinea che, escludendo Russia e Ucraina, la regione dovrebbe crescere del 3% quest'anno, una crescita che rimane debole rispetto alle medie a lungo termine precedenti alla pandemia di COVID-19.

In generale, il rapporto segnala che in metà dei Paesi della regione Europa e Asia centrale la crescita quest'anno dovrebbe essere più lenta o mostrare variazioni minime rispetto al 2022; per il periodo 2024-2025, si prevede una crescita annua del 2,6% a causa della debole crescita nell'Unione Europea, principale partner commerciale della regione, dell'inflazione elevata, dell'inasprimento delle condizioni finanziarie e degli effetti di ricaduta della guerra Russia-Ucraina.

I RISCHI AL RIBASSO OSCURANO LE PROSPETTIVE

Il rapporto afferma che i rischi al ribasso oscurano le prospettive per i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo nella regione Europa e Asia centrale, osservando che l'inflazione potrebbe rimanere su livelli elevati a fronte dell'elevata volatilità nei mercati globali delle materie prime e del rapido aumento dei prezzi dell'energia.

Il rapporto della Banca Mondiale sottolinea che i mercati finanziari globali potrebbero diventare più volatili e restrittivi a causa dell'inasprimento delle condizioni di finanziamento.

Il documento indica che l'economia ucraina, dopo una contrazione del 29,1% nel 2022, dovrebbe crescere del 3,5% quest'anno grazie a una fornitura elettrica più stabile, all'aumento della spesa pubblica, al continuo sostegno dei donatori, a raccolti migliori e al reindirizzamento di alcune esportazioni attraverso i confini occidentali del Paese.

In Russia, si riferisce che l'aumento della spesa pubblica e la resilienza dei consumi dovrebbero garantire una crescita dell'1,6% nel 2023, mentre la crescita dovrebbe indebolirsi all'1,3% nel 2024 e allo 0,9% nel 2025 a causa di vincoli di capacità e del rallentamento della domanda dei consumatori.